“Ricordo e non ricordo” José Emilio Pacheco SUR

 

“Ricordo e non ricordo”, pubblicato da SUR, non è solo una antologia letteraria che raccoglie i migliori racconti di Josè Emilio Pacheco.

È  storia di un uomo nel suo percorso ideativo.

È  terra che palpita, vive, respira e lascia intravedere la sua complessità.

È  popolo che conosce l’arroganza e i capricci del più forte.

“Non avevamo avuto un parlamento, né teatri, né una stampa libera.”

È il fallimento dei tanti che hanno attraversato l’esistenza come spettatori cinematografici.

Nell’equilibrio perfetto tra incastro narrativo e metafora sta la grandezza del nostro autore.

Il suo percorso letterario ha toccato molte terre e in ognuna uno stile, un cambiamento di scenario, un nuovo approccio linguistico.

Donne e uomini nei quali si amplificano stati d’animo ed espressioni caratteriali costruiscono una interessante mappa antropologica.

In “Casi della vita irreale” si vorrebbe fermare il tempo per godere la creatività illimitata, i cangianti cambiamenti di forme e colori.

La rifrazione di una realtà che si piega, diventa cera malleabile: il mistero della parola scritta nel fortunato incontro con la fonte della sperimentazione.

Ci si chiede leggendo se si può trovare un nesso, un unico filo conduttore.

Che legame tra la mitologia e il presente?

Siamo potenzialmente eroi o resteremo prigionieri nel nostro spazio privo di sogni?

Forse è nella metamorfosi che si compie la magia e mentre continuano a sfilare animali, personaggi storici, comuni mortali ci sentiamo attratti da un luna park che non è più solo illusorio.

E nell’ambiguità del titolo sentiamo che non potremo più accontentarci di banali immagini.

Grazie al prezioso lavoro di traduzione e di selezione di Raul Schenardi  entriamo nel cuore vivo della migliore letteratura latino americana.

Uscirne è difficile, ci conforta il fatto che il libro continuerà a farci compagnia nel tempo.

 

Agenda Letteraria del 28 febbraio 2020

 

 

 

A Ispahan ci sono tre giardini.

Uno è dedicato ai giovani, un altro ai vecchi e il terzo ai non ancora nati.

I giovani giocano all’amore, i vecchi li osservano da lontano.

Questi ultimi sono torturati dai ricordi della propria gioventù; quegli altri dalla certezza di ciò che li attende.

Il significato del terzo giardino è un enigma.

Risolverlo è compito del viandante: il lettore.

José Emilio Pacheco “Ricordo e non ricordo Racconti scelti” SUR