“Le formiche festanti” Pinar Selek Fandango

“Colori più sfumati, speranze inaridite, passeggiate interrotte, voli..”

Città di vento e di sogni, di desideri inespressi, fiochi ricordi di altri tempi.

Incontri su un treno che corre, sparizioni, nuove identità, struggimenti ardenti.

Azucena, la farfalla dalle scarpe rosse, simbolo di una libertà interiore da conquistare, eroina di un tempo strano dove per essere bisogna travestirsi.

“Le formiche festanti”, pubblicato da Fandango, è un intreccio di visioni stemperate da una simbologia frenetica.

Niente è come appare, mentre “il mondo è solo un piccolo pianeta che gira nel freddo vuoto dello spazio. Una biglia rotonda inserita nell’orbita di una stella per riscaldarsi”.

Ogni personaggio nella sua singolarità mostra l’altra parte del cielo, quella romantica e fantasiosa di fate e principi con poteri magici.

“Chi oltrepassa le frontiere, chi sostiene chi è in esilio, chi produce semi e li distribuisce gratuitamente, chi si traveste da albero per sentire la terra, chi nasconde arcobaleni perché non vengano venduti.”

Sono gli ultimi, gli esiliati, i diversi ma riempiono il loro spazio di sfumature.

I colori accesi della resistenza, la sfida a chi li vorrebbe invisibili.

Un romanzo potente, “il sogno di evadere da tutte le prigioni”.

L’invito a cercare “una pausa, una fuga, un ritorno.”

“Imparare ad amare senza giudizio, diventare leggeri.”

 

 

Agenda Letteraria del 15 febbraio 2020

 

“Soffiava una brezza leggera.

Aveva voglia di scivolare sul mare in piena notte, ma si fermò non appena vide le stelle.

Appoggiò la schiena al bordo della barca e iniziò a disegnare con gli occhi delle vele nel cielo.”

 

Pinar Selek “Le formiche festanti” Fandango

Agenda Letteraria del 9 febbraio 2020

 

“Mi sposai che non avevo neanche quattordici anni.

Non è niente di straordinario nel posto da cui vengo.”

 

“Una sera mi ordinò di andare a letto con uno dei suoi amici.

Quando rifiutai, mi spezzò i denti con un pugno.”

 

Witold Szablowski  “L’assassino dalla città delle albicocche” Keller