“Nives” Sacha Naspini Edizioni e/o

“Nives” donna rude, vissuta tra i campi, incapace di piangere alla morte del marito.

Figura che sembra nascondersi dietro una lastra di ghiaccio si accorge presto che

“nella solitudine la vita di campagna cambiava tanto.

Le ore diventavano badilate sui denti al rallentatore; le medesime faccende prendevano una piega anomala.”

Per reagire allo “sprofondo” che la coglie ogni sera, sceglie come compagna la gallina Giacomina.

C’è tanta umanità repressa nelle scelte della protagonista del romanzo pubblicato da Edizioni e/o.

Un animale zoppo simbolo del profondo bisogno di colmare un vuoto, un abisso di immagini sbiadite.

Scene che rasentano l’ironia se non si percepisse che qualcosa sta per accadere.

Sacha Naspini ci ha abituati alle sorprese, ad una scrittura che precipita verso luoghi e sensazioni ed emozioni impreviste.

Sarà la lunga telefonata al veterinario Loriano Bottai a travolgere il percorso narrativo.

Ricordi che si intrecciano in un crescendo scenico perfetto.

Emergeranno amori giovanili, tempeste emotive, tragici tradimenti.

Una confessione che ha il sapore liberatorio, come un nodo che finalmente può sciogliersi.

Il linguaggio accelerato dai dialoghi è semplice, spontaneo.

Le parole arrivano come valanghe sul lettore e restituiscono ai personaggi gli ultimi barlumi di una giovinezza sprecata.

L’autore trasforma il pathos in un intreccio di eventi dove aleggia la rabbia e si libera il senso del pudore.

Niente può ancora restare sotterrato, bisogna estrarre dal passato cumuli di macerie, di menzogne, di finzioni.

“Non mi basterebbero sei vite per sfogliare questo libro d’oro che mi è fiorito dentro”

Le parole di Nives offrono una delle tante chiavi di lettura.

Bisogna avere il coraggio di affondare nelle pozze del passato e poi rinati riprendere la via.