“Non superare le dosi consigliate” Costanza Rizzacasa D’Orsogna Guanda Editore

“Mi chiamo Matilde, ho quarantaquattro anni e peso 130 chili”

Una frase che si ripete come un mantra, scandendo il ritmo articolato di una scrittura coraggiosa.

“Non superare le dosi consigliate”, pubblicato da “Guanda Editore”, è testimonianza che si diluisce nel tempo.

Voce che spezza il silenzio, liberando un fiume di parole.

Ed ognuna ricostruisce un percorso, rivendica un dolore, scompone un’esistenza.

“Se l’anoressia suscita compassione, tenerezza, senso di protezione, persino l’invidia, quando si parla di binge, quando si spiega cos’è il binge, perché tanti ancora non lo conoscono, le reazioni sono solo di disgusto.”

“L’ironia tagliente della madre”, frustante reazione al bisogno di essere viva.

Il perfezionismo del padre, “la sua violenza distruttiva”.

Una famiglia disfunzionale come tante che Costanza Rizzacasa D’Orsogna anima di luci e ombre.

Nel suo narrare non ci sono vuoti, dimenticanze, frasi spezzate.

C’è la scrittura compatta che dal giornalismo eredita la capacità di sintesi.

Ci sono i libri che segnano un percorso, gli amori che possono ferire, lo studio come riscatto.

La paura di mostrarsi e il desiderio di trovare l’identità negata da una società costruita su misura per i magri.

L’autrice rivoluziona l’idea di femminile. Mostra le crepe, le violenze, le dissonanze.

Concede al lettore una lettura psicologica dell’essere marginale.

Raggiunge apici poetici nel mescolare ricordi, insegna ad urlare quando la rabbia diventa una gabbia insopportabile, a entrare in contatto con le proprie emozioni.

Parla di relazioni familiari evidenziando le debolezze di ognuno.

Torna all’infanzia e all’innocenza perduta.

Pagine laceranti perché autentiche lasciano intravedere una sottile ironia.

“L’odio può dare dipendenza, e finisce per divorare te”.

Un romanzo da rileggere con parsimonia assaporando la cura del fonema, la raffinatezza del linguaggio.

Da regalare a chi rischia di perdersi e a chi non ha il coraggio di mettersi in discussione.