“London woodoo” Orso Tosco minimum fax

 

“Questo è un parco, ed è anche un cimitero.

Quella è una chiesa, ed è anche una sala concerti.

Tutto racchiude qualcos’altro, per nascondersi meglio, per tradire meglio.

Per provare a salvarsi.”

Orso Tosco con una scrittura incendiaria riesce a fare luce sulle zone più contorte della mente.

Incede senza lasciarsi fuorviare dalla banalità del Male.

Va oltre, con una parola che sa essere allusiva mostra l’oscuro paradigma di una società che si dissolve.

Priva di valori, incapace di reagire, vittima di una paura incontenibile è solo burlesca rappresentazione di maschere senza volto.

“London woodoo”, pubblicato da minimum fax, è ambientato a Londra ma il luogo assume un valore simbolico.

È la città del peccato e della colpa, il nido della perversione e dell’orrore.

È il silenzio delle vittime e la rabbia dei carnefici.

Una furia irrazionale, senza senso e omicidi inspiegabili.

Chi manovra questo teatro di insopportabile tensione?

Il romanzo sviluppa tracce noir ma non è questo il filo conduttore.

Altra è l’ambizione dello scrittore che sin dalle prime pagine cerca di condurre il lettore verso strade impervie di una letteratura alternativa.

Gli stili si fondono, il grottesco viene amplificato grazie ad una narrazione che alterna il possibile e l’impossibile.

Le suggestioni visionarie creano catene indissolubili con un presente che non offre scampo.

Basta osservare i personaggi, scendere nella miscellanea di pensieri che si trasformano in azioni, percepire il fluido caldo, avvolgente di passioni inenarrabili.

Forti e deboli, categorie che nell’abbraccio mortale diventano pedine in una scacchiera dove non ci sono bianco e nero.

Un romanzo che accentua le sfumature, crea costrutti ipertestuali, scompone il tempo in attimi.

E in quegli attimi paradiso e inferno possono incontrarsi.

La trama si infittisce e ci si chiede quali presenze occulte stanno distruggendo le coscienze.

Non è la morte a fare paura ma qualcosa di più sottile ed impalpabile.

Si è scardinato il senso di comunità, il diritto a scegliere, la capacità di reagire.

Credo sia questo il messaggio forte dell’autore.

Difendiamo la psiche da una sottocultura delirante che ci vuole schiavi.

Non sprechiamo i nostri talenti, troviamo la luce e cerchiamo l’inganno.

Un costrutto complesso e studiato nei dettagli e nel finale … si può ricominciare.

“Figure Amate” Orso Tosco Interno Poesia Editore

“Sulla fiducia ho rinnegato Dio. Sulla sfiducia ho costruito il mio amore irrimediabile.”

Un sentimento che sconfina nella disperazione cerca parole per rileggere la relazione padre figlio.

“Figure amate” (Interno Poesia) è una raccolta poetica che dall’immagine dilatata riesce a circoscrivere l’azione.

È tempo di immergersi nello spazio angusto della malattia, accudirla, redimerla dalla paura di esserne sopraffatti.

Si può “costruire la forma della morte come fosse un luogo”?

Si può attraversarla, sentirne il sussurro che si espande sul corpo come una invasione lenta, inesorabile?

Orso Tosco attraverso un linguaggio che sa alternare figure oniriche a squarci di lucidità offre i suoi versi come un fiume in cui immergersi.

I colori sono o accecanti o smorzati in una vertigine che cresce e diventa marea che travolge e scompone la quieta materia delle nostre certezze.

Dall’incomprensibile ingiustizia di una vita che sta per spezzarsi alle ninne nanne, alla “misericordia della penombra: un attraversare linee immaginate di un Altrove misterioso.

Restano “sorrisi spaventati e bugiardi e rabbiosi”.

Resta una famiglia che sa ancora stringersi per l’addio mentre il tempo è solo il respiro di pochi attimi. Bisogna imparare ad accettare la separazione, affidare all’ultimo abbraccio confessioni d’amore.