“Come la vita” Paco Ignacio Taibo II La Nuova Frontiera

“Come la vita”, pubblicato da La Nuova Frontiera, è la dimostrazione che spesso finzione e letteratura possono convergere.

Quello che potrebbe sembrare un poliziesco è una raffinatissima riflessione sulle interazioni tra vero e inventato.

Lo scrittore Josè Daniel accetta di diventare il capo della polizia di Santa Ana e viene catapultato in un groviglio di avventure.

La città dove hanno assassinato in un anno e mezzo due comandanti della polizia municipale è emblema di un Messico confuso, incapace di comprendere il ruolo della legge.

“Una giunta rossa che ha vinto le elezioni con ottantaseimila voti contro dodicimila, un mucchio di polvere e terra che disturbano la purezza dell’arietta di montagna.”

Con un distintivo da sceriffo a forma di Uomo Ragno, una volante ammaccata e una quadra di divertentissimi perdenti il nostro protagonista accetta la sfida con se stesso.

Passare da una vita di parole alla realtà significa credere che ci sono vie di uscita e sogni da realizzare.

Paco Ignacio Taibo II è geniale inventore di albe e tramonti, di esistenze scombinate, di silenzi espliciti.

Tre piani narrativi che si intersecano creando un unico panorama  tra sparatorie,

morti ammazzati, accordi della Quinta di Beethoven.

Una donna assassinata, piccoli indizi e lo stesso ragionamento che si segue pensando ad un romanzo noir.

Si può lottare contro il male ma c’è qualcosa di più profondo, complicato, inenarrabile.

“La paura delle parole che non esistono, delle frasi che dicono il contrario, delle idee inafferrabili, dei paesaggi indescrivibili, dei personaggi erratici.”

Lo scrittore ci regala le sue incertezze, il timore di non riuscire a scrivere non un libro, ma quello che senti dentro.

Nel finale in poche righe riusciamo a comprendere ciò che nessun testo di storia sa raccontarci sull’America Latina.

Una prova narrativa che si apre a ventaglio, dinamica, geniale, ironica.

Da leggere andando oltre la trama in un piacevole gioco di interpretazioni.