“Paese infinito” Patricia Engel Fazi Editore

 

Vincitore del New American Voices Award 2021, finalista all’Andrew Carnegie Medal 2022, “Paese infinito”, pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Enrica Budetta, scuote le coscienze e non lascia indifferenti.

Primo personaggio che appare sulla scena è Talia, una ragazzina ribelle.

Rinchiusa in riformatorio ha come unico obiettivo la fuga.

Vuole ricongiungersi con la famiglia, sente che quel nucleo è casa.

Difficile definirne la personalità se prima non si conoscono i precedenti storici.

Il romanzo con un brillante guizzo temporale ci porta indietro nel tempo e ci permette di conoscere i genitori di questa giovane problematica.

Si entra nel pieno della narrazione e la storia che ascolteremo risuonerà come monito anche dopo aver riposto il libro su uno scaffale della nostra libreria.

Continuerà a chiamarci con quel suo titolo suadente ed incisivo.

Mauro ed Elena sono costretti a scappare in America, intuiscono che la Colombia può offrire loro solo violenza.

Li aspetta una dura realtà.

“Qui saremo stranieri sempre.”

Parole che stigmatizzano la condizione di migliaia e migliaia di esseri umani.

Senza diritti e senza speranze, naufraghi in una terra ostile.

Patricia Engel ci fa vivere l’aria pesante dell’esiliato, con un prima che scolora e un dopo dalle tinte scure.

“L’asilo politico era una possibilità altrettanto labile.

Provenire da un posto che i gringos bollavano sistematicamente come una trappola mortale non significava che potessero dimostrare che nel loro paese correvano dei rischi senza avere una storia di minacce documentata.

I pericoli connessi alla povertà non contavano: valevano solo se era a rischio l’incolumità fisica e bisognava essere in grado di dimostrarlo.”

I lavori precari, il timore di essere rimpatriati, la difficoltà di coniugare correttamente la nuova lingua.

Dopo l’attentato alle Torri Gemelle si aggiunge una ulteriore, terribile discriminazione.

Vengono considerati potenziali terroristi.

“In tutte le guerre erano gli innocenti a pagare, ma in quell’offensiva americana tutti gli stranieri potevano essere percepiti come il nemico.”

La nascita dei figli e le continue difficoltà iniziano a lacerare la coppia tanto affiatata, mostrano le divergenze nell’affrontare il quotidiano.

C’è un elemento che distingue questa storia da tante che parlano di migrazioni.

Ci accendono i riflettori sulle seconde generazioni, sui figli che nati nel “paradiso dei diritti” dovrebbero integrarsi.

È qui che si aprono le crepe che difficilmente si argineranno.

Sono questi giovani a pagare il prezzo più alto, dissociati e mai accettati.

Forse c’è una speranza:

“L’amore si accompagna sempre ai fallimenti, alle richieste di scuse per qualche mancanza.

L’unico rimedio è la compassione.”

Una storia densa che ci aiuta a capire che:

“Non esistono nazioni o cittadinanze; sono solo territori disegnati su una mappa, lì dove dovrebbe esserci la famiglia, dove dovrebbe esserci l’amore, il paese infinito.”