“Gli invisibili” Pajtim Statovci Sellerio Editore

 

Mi piacerebbe trovare un unico aggettivo per descrivere la bellezza di “Gli invisibili”, pubblicato da Sellerio Editore e tradotto Nicola Rainò.

Vincitore del Finlandia Prize, riesce a raccontare la Storia e il suo potere sulle esistenze.

Ambientato a Pristina, in Kosovo, a metà degli anni Novanta, ha la lucidità di un reportage, la voce intensa e profonda della poesia, il ritmo scandito da diversi piani narrativi.

Due uomini: Arsim albanese, Miloš serbo.

Il primo è sposato con Ajshe per convenzione.

Un elemento che inciderà molto nelle scelte e nello sviluppo della trama.

La figura femmile ha un suo spessore e non è certamente una comparsa.

Un bar e l’incontro casuale di anime che si attraggono.

Non servono parole per una relazione impossibile e proibita.

“Io penso quanto enormemente, miracolosamente bello sia quell’uomo,

le iridi come un cielo che minaccia temporale,

la barba in ordine che si intona ai capelli rossicci ben curati,

la schiena alta come quella di un destriero

e il viso ben proporzionato e attraente,

ed io che non so quanto tempo sia passato dalla sua risposta, quanto tempo sia rimasto a fissare lui.”

Dovrebbero essere nemici ma il sentimento che li unisce cancella le distanze, è sublime, assoluto.

La delicatezza di Pajtim Statovci nel parlare di amore è sconvolgente e ogni frase è una lirica anche nei momenti più tragici e difficili.

Anche la guerra in alcuni passaggi sembra un sogno lontano.

Ma le spire devastanti di un conflitto folle non danno tregua, soffocano le speranze, tradiscono le aspettative.

Lo scrittore riesce a mostrare quanto sia difficile mantenere l’equilibrio, cosa si perde e quali pensieri violentano il presente.

Il tessuto narrativo è ricco di cambiamenti stilistici e si ha la sensazione di assistere alla tragedia sempre attuale che infligge al popolo terribili pene.

In alcuni passaggi si ha la sensazione di entrare nel testo, sentire sulla pelle l’esilio, conoscere il vuoto di una prigione o l’ossessione di un manicomio.

Elementi che creano una tensione sempre più forte e il cuore batte mentre gli episodi sempre più spasmodici e veloci arrivano come lampi.

Un libro sul superamento della vergogna e della paura, sulla scrittura come esperimento liberatorio, sul senso della speranza e della disperazione.

“Se tutti avessero quel che desiderano,

esisterebbe poi una parola per esprimerlo, il desiderio?”

E forse “la felicità è sapere che non esiste.”

Un finale inaspettato conferma la grandezza di un autore poliedrico e magmatico.

Complimenti!

 

 

“Le transizioni” Pajtim Statovci Sellerio Editore

 

“Possiamo ricomporci come un nuovo puzzle.”

“Le transizioni”, pubblicato da Sellerio Editore, segna una svolta significativa nella letteratura internazione.

È la sperimentazione dell’identità, il colloquio doloroso con una parte di sè difficile da accettare.

Scompare il confine tra femminile e maschile e resta violento, difficile, inarrestabile il flusso di pensieri dell’essere umano.

La diversità si somma al paese di provenienza e l’Albania appare come una terra fantasma.

Rovine e mancanza di libertà mentre gli abitanti “sono talmente disperati che le loro angosce colano giù dai tetti e dai muri, si accumulano come cartaccia e pacchetti di sigarette vuoti agli angoli delle strade.”

Nell’abbandono statico degli abitanti ad una sorte avversa si intravede una forte denuncia politica e culturale.

Pajtim Statovci non scrive solo un testo introspettivo, modula in una forma espressiva teatrale la rabbia di un popolo.

La esaspera con maestria attraverso personaggi imprigionati dalle catene opprimenti di un potere dittatoriale.

La genialità dello scrittore sta nel saper contaminare il personale al collettivo.

La figura del protagonista ha volti sempre diversi, trasformazioni camaleontiche del disagio.

La morte del padre è un taglio lancinante con il passato e la fuga diventa un miraggio.

Il romanzo si snoda attraverso le tappe di un viaggio affannoso.

Ogni città, ogni luogo è inizio di storie che rotolano nelle pagine ad una velocità emotiva fortissima.

Gli amori sono sogni che si spezzano nella mancanza di risposte.

“Nessuno vuole pensare alla disperazione, l’angoscia, la sofferenza.”

Nessuno vuole sapere di condannati a morte che pregano e languono nelle celle d’isolamento.”

Indifferenza e violenza, umiliante resa dell’invisibile, straniero senza diritti.

Un libro completo, sofferto, scritto con passione, capace di regalare uno sguardo profondo sul nostro tempo.

Da leggere cercando di cogliere non solo lo spaesamento ma anche l’ultimo, emozionante atto di coraggio.

 

 

 

Agenda Letteraria del 16 marzo 2020

 

“Col passare del tempo ho notato che non mi sentivo più speciale, e credo sia la cosa peggiore che possa capitare.

Cose del genere ti possono portare all’indifferenza, o a credere in dio, ad aggrapparti al primo ramo disponibile accontentandoti del tuo destino, finché alla fine diventa tutto più chiaro e capisci che di rado l’assoluta mancanza di diritti e di opportunità aiuta a combattere per conquistarli.”

 

Pajtim Statovci    “Le transizioni”  Sellerio Editore