“Pimpernel” Paolo Maurensig Einaudi Editore

 

“Che cos’era la bellezza nella sua essenza?

Forse la mente umana non era ancora preparata ad accoglierla, o forse si apprestava a farlo per i tempi futuri.

Essa era necessaria come la luce del sole, ma poteva anche nuocere a chi non avesse saputo proteggersi adeguatamente.”

Tre storie legate insieme da una filosofia sottile che fa esplodere l’idea del bello, ne esplora il significato sematico, lo libera dal virtuosismo letterario privo di contenuti.

In “Pimpernel”, pubblicato da Einaudi, Paolo Maurensig associa amore, arte e bellezza.

Costruisce una trama nella quale i tre elementi si svelano, si aprono ad una visione che è insieme magica e drammatica.

È la ricerca che non si ferma al solo dettaglio ma vuole sfiorare la Verità.

Luce che può accecare, passione che può far perdere la ragione.

Non ci sono equilibri stabili ma un susseguirsi di forme evanescenti come la giovane Annelien.

L’incontro con Paul Temple è rivelazione di qualcosa di irraggiungibile, un sogno impossibile, una speranza infranta.

Mentre Venezia con la sua malinconica presenza offre il perfetto scenario di un impalpalbile destino le sorti già scritte segnono con marchio di fuoco le vite dei protagonisti.

La voce fuori campo di Henry James permette al lettore di scomporre più narrazioni, di sentire il richiamo di una cultura antica.

E vita e morte danzano mentre Piazza San Marco risplende come un faro nella notte.

L’autore ci trascina fuori dal tempo, ci fa percorrere i saloni illuminati della elite veneziana, ci fa passeggiare nei vicoli scuri.

Coglie il senso dell’ispirazione, il timore di non saper esplimere a parole “il mondo delle Idee.”

“Ci sono dipinti che non si concedono, ma pretendono; muti, impenetrabili, che non si spiegano, piuttosto esigono da noi una risposta; capolavori che si illuminano della nostra stessa luce, di quella luce che viene non dalla ragione ma dallo spirito.”

È questo il percorso ideale del romanzo, farci intravedere non la forma ma l’essenza, tessere per noi quel “bisbiglio interiore” che compone dialoghi segreti, relazioni che sconfinano nell’Altrove.

Una prova letteraria dove certamente tra le pagine “riconosciamo un messaggio indirizzato a noi stessi.”