@daniela_paletta propone il suo “Tracce di reato”

@daniela_paletta propone il suo “Tracce di reato”

“Tracce di reato” parte di una saga, con protagonista il brillante, simpatico, giovane  investigatore privato Ludovico Colonna alle prese con un’indagine difensiva. Dovrà scoprire chi ha ucciso nel suo studiolo in via del Babuino a Roma, Edoardo Solano, per salvare un innocente condannato a 24 anni di reclusione.

Trama: 👉👉👉Quando ho deciso di accettare il caso, sapevo che non sarebbe stato facile risolverlo. Eppure

la sentenza è chiara: colpevole. Allora perché Edoardo Maria Solano continua a proclamare la sua innocenza? Il suo avvocato rigetta il verdetto di condanna e si appella alla Legge 7 Dicembre 2000 n. 397: INDAGINE DIFENSIVA .

Mi assume, tra mille dubbi, perché è certo che il vero assassino si nasconde tra coloro che erano presenti in casa al momento dell’omicidio e a me basta poco per convincermi che un innocente è stato condannato ingiustamente. Ma allora chi ha sparato ad Edoardo Solano nel suo studiolo in via del Babuino, vicino piazza di Spagna? La verità corre su un filo così sottile che è quasi impossibile da vedere. Sotto il cielo assolato e turistico di Roma, dove la maestosa scalinata di Piazza di Spagna fa da regina, tra menzogne, inganni e sotterfugi, non è permesso sbagliare.
Mi chiamo Ludovico Colonna, ho trentatré anni, sono un investigatore privato e questa è la mia indagine.

@LalsaRinaldi propone un suo racconto nel sito di @CasaLettori

 

@LalsaRinaldi propone un suo racconto nel sito di @CasaLettori

 

Fulvia e Milton si erano conosciuti prestissimo e riconosciuti fin da subito. Dove per riconosciuti è proprio da intendersi quella cosa lì, quella che prende allo stomaco e che ti fa capire subito che sì, accidenti sì, è la mia tribù, è proprio lei, è proprio lui.
Due mondi che sentono la necessità di stare insieme, mondi diversi che fondono le loro energie e i loro cuori per la costruzione di qualcosa di più grande, di speciale ed unico, insomma: l’Amore.
Fulvia morbida e sensuale, sempre un po’ arruffata, dai colori tenui. Sensuale e buffa al contempo. Le movenze non sempre delicate, che la portavano involontariamente a mettersi in strane situazioni, a combinare qualche guaio di troppo. Ma gli occhi, quegli occhi dolci sempre attenti al mondo intorno, le conferivano un aspetto che agli occhi del sesso opposto appariva irresistibile. Adorata da tutti per la sua innata sbadataggine compensata da una bontà d’animo , era quasi sempre circondata da amici. Creativa e solare, spargeva allegria.
Milton, al contrario, dall’aspetto severo, dai colori scurissimi, poteva persino incutere timore, ad una prima occhiata superficiale. E a pensarci bene anche dopo un’attenta e approfondita conoscenza. Il carattere spigoloso e fortemente determinato non lasciava molto spazio ad amicizie sincere. O meglio, per cause di forza maggiore con Milton solo un’amicizia sincera fino in fondo, avrebbe potuto sopravvivere.
Il loro stare insieme si basava su quelle poche, chiare basi che spesso dimentichiamo, nel corso della vita e dei nostri rapporti interpersonali. Fiducia, molto dialogo, scontro mai cercato ma in ogni caso costruttivo. Non ci soffermiamo mai abbastanza a rifletterci, o forse non ne traiamo mai le dovute conseguenza, ma L’Amore, dopotutto, è molto semplice.
E nella maestosa semplicità di questo sentimento, dopo qualche mese di frequentazione, avevano deciso di andare finalmente a vivere insieme. La costruzione del loro nido d’amore aveva portato alla luce aspetti sconosciuti dell’uno e dell’altra: Fulvia aveva mostrato un lato inaspettatamente preciso,l’attenzione al dettaglio, la ricerca dei materiali più adatti; il tutto unito alla sua proverbiale creatività, aveva donato all’ambiente un tocco femminile di rara sensibilità e bellezza.
Milton si era rivelato quasi spaesato, a tratti, ma aveva seguito le istruzioni e i consigli di Fulvia, lui, che era solito prendere decisioni in un batter d’occhio, e andare dritto al conseguimento dei vari obiettivi che si prefissava. Invece si era riscoperto quasi confuso, in un andirivieni di azioni ripetitive senza senso, un ciondolare senza meta, un po’ tipico di certi maschi. Ma aveva eseguito e assecondato , per poi sposare in toto le decisioni di Fulvia e permettere l’ottima intesa finale.

Il risultato era stato strepitoso per entrambi: Fulvia e Milton si sentivano davvero a casa.

Una sera d’estate, osservavano il cielo che non prometteva nulla di buono. Violaceo, a tratti nero, nubi intense in arrivo grosse come montagne. Un vento che soffiava troppo forte , con correnti troppo inconsuete. Si erano guardati, un istante, e come sempre riconoscendo l’uno il pensiero dell’altra, avevano capito.
Una tromba d’aria che ora si intravedeva essere gigantesca stava per abbattersi sulla loro zona, ed avrebbe certamente distrutto ogni cosa.
Prese le poche cose in fretta, erano fuggiti, mentre intorno a loro il tempo si fermava e l’ambiente circostante iniziava ad essere letteralmente risucchiato dalla potenza di quel turbine d’aria.
Milton scattante e atletico, Fulvia poco più indietro, aspettami Milton, non riesco ad essere veloce come te.
Ma Milton non riusciva a sentire, il rumore intorno era assordante. Fulvia, sballottata dalle potentissime correnti d’aria, era caduta a terra, ferita. Lui si era girato, e lottando, col vento contro, era riuscito ad avvicinarsi a lei, a sollevarla, e a continuare faticosamente ad avanzare. Ma dove andare ora, cosa fare. Milton cercava di rimanere lucido, di pensare, mentre il vento lo torturava e gli impediva di avanzare. Con tutte le sue forze Milton cercava di mantenere la direzione stabile, tenendo Fulvia con sé come poteva.
La potenza del vento aumentava, la tromba d’aria li stava raggiungendo in pieno, con la sua devastante ed immensa forza.
Resisterò, pensava, ce la farò, mentre veniva inghiottito, lui e Fulvia, uniti per sempre. Spariti.

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Era un mattino lieve di sole a Dragon Valley e Marzia si era alzata di buon’ora per la sua solita sessione di yoga.
Aveva aperto la porta finestra del suo adorato balcone piantumato e fiorito, ed aveva respirato l’aria della campagna circostante come faceva ogni mattina, con l’intenzione di vivere appieno la giornata che la attendeva, sebbene piena di lavoro, ma quel mattino era difficile iniziare con serenità.
Dalla tv accesa il notiziario del mattino riportava aggiornamenti sui danni terribili causati da una gigantesca tromba d’aria, in una contea poco distante. Marzia si era commossa, aveva visto immagini di case semi -distrutte, auto ribaltate e finite a metri e metri di distanza, interviste a persone che avevano perso tutto.
Era sul balcone, adesso, cercando col respiro di ritrovare un po’ di pace e di energia.
Un rumore, vicino al gelsomino.
Un verso strano.
Marzia si era chinata, ed aveva visto.

Per terra, due meravigliosi merli, vicinissimi.
Uno grigio scuro, morbido, dall’aspetto dolce e delicato, l’altro nero come la pece, snello , perfetto fino a sembrare disegnato.
Caduti a terra ma vivi, feriti, da curare subito . Marzia aveva reagito all’istante: messi delicatamente in una scatola bucherellata con morbidi cuscini , era corsa dal veterinario .
Fulvia e Milton avrebbero ritrovato, di sicuro, tra le fronde delle piante del suo curatissimo balcone, un nuovo nido d’amore.

@leaparadiso presenta il suo romanzo “L’altra metà del cielo”

 

@leaparadiso presenta il suo romanzo “L’altra metà del cielo”

Ci sono attimi che rimarranno impressi per sempre nei tuoi occhi, che ti scalderanno il cuore e che ricorderai tra un sospiro e un battito.”
Amo scrivere. E’ tutta la mia vita. Le emozioni sgorgano come acqua di sorgente ed io le lascio fluire, consentendo loro di trasportarmi, senza opporre resistenza, affidandomi ad esse.
E sono proprio queste emozioni a fare da filo conduttore nei miei romanzi. I personaggi mostrano il loro lato più umano, più sensibile, sprofondano in acque scure per poi rinascere e ritrovare sé stessi. E’ quello che accade a Lilia, la protagonista del mio ultimo romanzo “L’altra metà del cielo”.
Questo libro è come un viaggio lungo un anno attraverso l’esistenza di una giovane donna come tante, con una vita come tante che scorre tra alti e bassi. Dentro di lei, però, brucia il fuoco del cambiamento, pertanto compie una scelta che, superficialmente, può sembrare avventata ed impopolare. In realtà questo è il suo modo per tornare a vivere. Davvero. Nonostante le molte difficoltà che si presenteranno lungo il suo cammino, riuscirà a scoprirsi una donna forte e, soprattutto, libera. E quando avrà trovato finalmente la sua strada ed il giusto equilibrio tra mente e cuore, arriverà per lei anche l’amore, quello vero.
Mi piace pensare che il lettore possa perdersi tra le pagine dei miei romanzi, sentendosi coinvolto a tal punto da poter percepire il respiro dei personaggi, potendo ritrovare in essi un pezzetto di sé, comprendendo aspetti nascosti del proprio essere. Ognuno di noi, talvolta, è costretto ad indossare una corazza che ci protegge per non mostrare le nostre debolezze, per impedire che gli altri possano ferirci. Eppure, io credo che chi ti ama in maniera incondizionata possegga la capacità di abbracciare tali fragilità e, proprio per questa ragione, di amarci ancora di più per chi siamo realmente.

 @r_mazzocchio presenta il suo romanzo Tempo delle Donne StreetLib

 @r_mazzocchio presenta il suo romanzo Tempo delle Donne StreetLib

 

I personaggi chiave sono figure femminili in cerca di riscatto.

Le loro storie segnate dalle violenze subite s’intrecciano con quella di Walter neuroscienziato in cerca dell’antidoto alla violenza. Il libro offre alcuni spunti di riflessione: l’incontro-scontro con una sessualità che, imposta anziché proposta, genera definitive fratture nel magico fluire di esistenze fanciullesche e spensierate; la complessa tematica del rapporto tra neuroscienze e controllo dei comportamenti umani e del libero arbitrio; la visione catartica e visionaria di un universo “al femminile” divenuto finalmente impermeabile all’aggressività e al sopruso.

Estratti di una recensione di Antonella Anselmo, co-fondatrice del Movimento Se non Ora Quando: “Un racconto di vicende umane da cui emerge una visione profondamente femminista tra Arte, Umanità e Scienza”

“Un’esplorazione così accurata dell’animo femminile è cosa rara, specie quando la penna è in mano a un uomo”

Maria Teresa Rossitto (@parolesogni) presenta il suo “Il peso della colpa” il Convivio Editore

Maria Teresa Rossitto (@parolesogni) presenta il suo “Il peso della colpa” il Convivio Editore

Due storie d’amore si intrecciano in maniera simmetrica e conducono  due coppie in un viaggio all’interno della loro coscienza per recuperare se stessi: Edoardo Ballone archeologo e Clara giovane laureanda in filosofia e poi Alessandro professore di italiano a Nizza e Masako addetto stampa al museo Matisse di Nizza.
A causa di eventi imponderabili ognuno di loro dovrà fare i conti con il proprio passato, per gettare le basi di un’esistenza senza maschere.
La comprensione dei luoghi in cui vivono, o nei quali dovranno spostarsi, ha un ruolo altrettanto importante: il piccolo appartamento di Clara al centro di Genova è espressione di simboli, di carenze e di forza, così come la Sicilia, isola nella quale viene dapprima inviato Alessandro, docente di italiano all’estero ma anche sub, che insegna a guardare non solo gli abissi del mare, ma anche ciò che ci sta al di sopra.
Un viaggio alla riscoperta dell’autentico come valore cardine della nostra esistenza.

Nunzia Gionfriddo (@ngionfriddo) presenta il suo “Cioccolata calda per due” Pegasus Edizioni

Nunzia Gionfriddo (@ngionfriddo) presenta il suo “Cioccolata calda per due” Pegasus Edizioni

 

 

Il romanzo nasce da varie sollecitazioni nel corso di almeno due anni.

La prima emerse da una signora intervenuta alla presentazione del libro “Gli angeli del rione Sanità” di Nunzia Gionfriddo, sulle Quattro giornate di Napoli, presentato alla fondazione “Premio Napoli” nella sua prestigiosa sede di piazza Plebiscito a Napoli.

Durante la discussione che si accese sul quesito se nelle aule scolastiche facesse più presa sugli studenti il manuale di Storia o il romanzo storico la suddetta signora intervenne accusando i gli storici di privilegiare alcuni argomenti su altri, come, per esempio, il dramma delle foibe e l’esodo degli italiani da Pola, Istria e Dalmazia, per non parlare poi dei campi di concentramento nazisti e fascisti o titini, temi quasi del tutto ignorati da studenti e docenti.
La seconda sollecitazione fu inviata attraverso le onde della radio da Edoardo Camurri che leggeva da un giornale la provocazione di Alessandro Baricco:
“sapreste scrivere un racconto che abbia come spunto la frase:«Pronto, amore…»
Ecco la risposta di Nunzia Gionfriddo:
Un telefono che squilla nella casa di un giornalista , la richiesta di informazioni di una studiosa, un incontro in un bar di Roma fondono due vite che il fato (caso o destino) ha fatto intrecciare , lei che ascolta e lui che narra un dramma che si è consumato tanti anni prima a Trieste alla fine della seconda guerra mondiale nella città contesa tra titini e italiani, travolta dall’esodo delle popolazioni in fuga dalle persecuzioni etniche ordinate da Tito e dal terrore delle foibe.

Il protagonista sarà coinvolto anni dopo, dall’assedio a Sarajevo del 1992-95, la carneficina più sanguinosa del secondo dopoguerra.
La storia di Giovanni, della sua famiglia e della moglie scomparsa, una misteriosa telefonata a un cellulare(“Pronto, amore…”) sono i temi di un racconto a due voci che gioca tra amore e morte, tra leggerezza e tormenti, che emergono come spruzzi di onde di un mare in tempesta, tra le righe della posta elettronica o davanti a due tazze di cioccolata calda e profumati pasticcini.

Roma, Trieste e Sarajevo assistono a incontri d’amore, a rocambolesche ricerche tra le vittime di guerre assurde, perpetuate sotto gli occhi indifferenti del mondo, che andrebbero mostrate con onestà in un manuale di Storia, prima di consegnarlo nelle mani degli studenti.
La tecnica del racconto è particolare. Gli avvenimenti capitolo per capitolo vengono narrati ora dal protagonista, ora dalla ricercatrice, con la stessa abilità necessaria in una partita di tennis. Così avviene nella prima parte, così nella seconda, dove il confronto-incontro si trasforma in una più veloce corrispondenza di messaggi elettronici che rimbalzano dall’uno all’altro , in un susseguirsi di confidenze, leggeri aneddoti e tragiche memorie.

Luca Cozzi (@lucacozziwriter) presenta il suo “Senza nome e senza gloria”

 Luca Cozzi (@lucacozziwriter) presenta il suo “Senza nome e senza gloria”

Luke McDowell è un ex Navy SEAL dal passato burrascoso. Incaricato dall’FBI di recuperare un importante congegno militare trafugato da un centro ricerche della Nasa,
Luke McDowell sa che non può fidarsi di nessuno. L’ennesima missione senza copertura lo porta in Sudamerica, sulle tracce di una pericolosa organizzazione criminale.
Tra intrighi, misteri e tradimenti la missione diventa ben presto qualcosa di molto personale. Il nemico vuole colpire al cuore e Luke capisce che è tornato il momento di infrangere le regole…

Eugenio Cardi (@EugenioCardi) presenta il suo “Come pipistrelli nella notte” Santelli Editore

Eugenio Cardi (@EugenioCardi)presenta il suo “Come pipistrelli nella notte” Santelli Editore

Kira è una giovane donna della periferia romana cresciuta fin troppo in fretta per via dei violenti e frequenti litigi tra i suoi genitori.

Proprio per non assistere a tali terribili litigate usa rifugiarsi tutti i pomeriggi, a soli 8 anni, in casa di Noemi, sua dirimpettaia, di sei anni più grande.

Lì, in quell’appartamento, quest’ultima la sottopone a pesanti avances sessuali (che sfociano in veri e propri abusi) a cui Kira non riesce a sottrarsi. Non ultimo, Kira vive una ulteriore difficoltà che la fa soffrire molto: in fase adolescenziale infatti comprende perfettamente il suo orientamento omosessuale, cosa che non riesce in alcun modo a comunicare ai suoi genitori e che di conseguenza lei stessa fa molta fatica ad accettare.

Così Kira trascorre le sue notti fuori casa, appena adolescente, diventando come un pipistrello nella notte: dorme di giorno ed esce di notte, cercando di stordirsi tra le luci delle discoteche e l’immersione nell’alcol e nella droga. Prova di tutto per cercare di non pensare e soprattutto di dimenticare quel che accade tra le pareti domestiche di casa sua dove, giorno dopo giorno, si consuma la tragedia…

 

Prefazione di Michela Marzano

Loretta Tedeschi (@Lori_Ted ) presenta il suo “Senza tempo” Leone Editore

Loretta Tedeschi (@Lori_Ted ) presenta il suo “Senza tempo” Leone Editore

Condurre una vita agiata, cercando di scansare ogni tipo di responsabilità, lavorativa o affettiva. Allontanare invidie, malumori e rivalità.
Vivere in totale libertà, senza costrizioni e senza pregiudizi.
È quello che riescono a realizzare Julian, Cory e Gianni, trascorrendo le loro giornate in una villa museo e condividendo ogni cosa tra loro, dai ricordi più drammatici ai momenti più spensierati.

Ugo Cirilli (@UgoCirilli) presenta il suo “Di qua dal monte”

Ugo Cirilli (@UgoCirilli) presenta il suo “Di qua dal monte”

Ivan, giovane psicologo, viene contattato da Luca, un ragazzo tormentato da dubbi legati a una scelta di lavoro.
Ben presto la situazione si rivelerà molto più complicata: ad affliggere il paziente è un intreccio oscuro di problematiche, le cui radici affondano nell’ombra dell’interiorità più segreta.
Per Ivan, aiutare Luca significherà anche confrontarsi con una questione che ha sempre relegato in un angolo della mente: la fede religiosa. Fortunatamente, lo psicologo riceverà un aiuto insperato da parte di un singolare personaggio.
Ambientato in una Versilia soleggiata all’avvicinarsi dell’estate, “Di qua dal monte” è quasi un giallo dell’anima, in cui le atmosfere primaverili e il mistero della psiche creano un continuo gioco di chiaroscuri.
La soluzione del caso sarà la difficile ricerca di un nuovo equilibrio, da raggiungere raccogliendo pochi indizi sfuggenti.