Maria Teresa Rossitto (@parolesogni) presenta il suo “Il peso della colpa” il Convivio Editore

Maria Teresa Rossitto (@parolesogni) presenta il suo “Il peso della colpa” il Convivio Editore

Due storie d’amore si intrecciano in maniera simmetrica e conducono  due coppie in un viaggio all’interno della loro coscienza per recuperare se stessi: Edoardo Ballone archeologo e Clara giovane laureanda in filosofia e poi Alessandro professore di italiano a Nizza e Masako addetto stampa al museo Matisse di Nizza.
A causa di eventi imponderabili ognuno di loro dovrà fare i conti con il proprio passato, per gettare le basi di un’esistenza senza maschere.
La comprensione dei luoghi in cui vivono, o nei quali dovranno spostarsi, ha un ruolo altrettanto importante: il piccolo appartamento di Clara al centro di Genova è espressione di simboli, di carenze e di forza, così come la Sicilia, isola nella quale viene dapprima inviato Alessandro, docente di italiano all’estero ma anche sub, che insegna a guardare non solo gli abissi del mare, ma anche ciò che ci sta al di sopra.
Un viaggio alla riscoperta dell’autentico come valore cardine della nostra esistenza.

Nunzia Gionfriddo (@ngionfriddo) presenta il suo “Cioccolata calda per due” Pegasus Edizioni

Nunzia Gionfriddo (@ngionfriddo) presenta il suo “Cioccolata calda per due” Pegasus Edizioni

 

 

Il romanzo nasce da varie sollecitazioni nel corso di almeno due anni.

La prima emerse da una signora intervenuta alla presentazione del libro “Gli angeli del rione Sanità” di Nunzia Gionfriddo, sulle Quattro giornate di Napoli, presentato alla fondazione “Premio Napoli” nella sua prestigiosa sede di piazza Plebiscito a Napoli.

Durante la discussione che si accese sul quesito se nelle aule scolastiche facesse più presa sugli studenti il manuale di Storia o il romanzo storico la suddetta signora intervenne accusando i gli storici di privilegiare alcuni argomenti su altri, come, per esempio, il dramma delle foibe e l’esodo degli italiani da Pola, Istria e Dalmazia, per non parlare poi dei campi di concentramento nazisti e fascisti o titini, temi quasi del tutto ignorati da studenti e docenti.
La seconda sollecitazione fu inviata attraverso le onde della radio da Edoardo Camurri che leggeva da un giornale la provocazione di Alessandro Baricco:
“sapreste scrivere un racconto che abbia come spunto la frase:«Pronto, amore…»
Ecco la risposta di Nunzia Gionfriddo:
Un telefono che squilla nella casa di un giornalista , la richiesta di informazioni di una studiosa, un incontro in un bar di Roma fondono due vite che il fato (caso o destino) ha fatto intrecciare , lei che ascolta e lui che narra un dramma che si è consumato tanti anni prima a Trieste alla fine della seconda guerra mondiale nella città contesa tra titini e italiani, travolta dall’esodo delle popolazioni in fuga dalle persecuzioni etniche ordinate da Tito e dal terrore delle foibe.

Il protagonista sarà coinvolto anni dopo, dall’assedio a Sarajevo del 1992-95, la carneficina più sanguinosa del secondo dopoguerra.
La storia di Giovanni, della sua famiglia e della moglie scomparsa, una misteriosa telefonata a un cellulare(“Pronto, amore…”) sono i temi di un racconto a due voci che gioca tra amore e morte, tra leggerezza e tormenti, che emergono come spruzzi di onde di un mare in tempesta, tra le righe della posta elettronica o davanti a due tazze di cioccolata calda e profumati pasticcini.

Roma, Trieste e Sarajevo assistono a incontri d’amore, a rocambolesche ricerche tra le vittime di guerre assurde, perpetuate sotto gli occhi indifferenti del mondo, che andrebbero mostrate con onestà in un manuale di Storia, prima di consegnarlo nelle mani degli studenti.
La tecnica del racconto è particolare. Gli avvenimenti capitolo per capitolo vengono narrati ora dal protagonista, ora dalla ricercatrice, con la stessa abilità necessaria in una partita di tennis. Così avviene nella prima parte, così nella seconda, dove il confronto-incontro si trasforma in una più veloce corrispondenza di messaggi elettronici che rimbalzano dall’uno all’altro , in un susseguirsi di confidenze, leggeri aneddoti e tragiche memorie.

Luca Cozzi (@lucacozziwriter) presenta il suo “Senza nome e senza gloria”

 Luca Cozzi (@lucacozziwriter) presenta il suo “Senza nome e senza gloria”

Luke McDowell è un ex Navy SEAL dal passato burrascoso. Incaricato dall’FBI di recuperare un importante congegno militare trafugato da un centro ricerche della Nasa,
Luke McDowell sa che non può fidarsi di nessuno. L’ennesima missione senza copertura lo porta in Sudamerica, sulle tracce di una pericolosa organizzazione criminale.
Tra intrighi, misteri e tradimenti la missione diventa ben presto qualcosa di molto personale. Il nemico vuole colpire al cuore e Luke capisce che è tornato il momento di infrangere le regole…

Eugenio Cardi (@EugenioCardi) presenta il suo “Come pipistrelli nella notte” Santelli Editore

Eugenio Cardi (@EugenioCardi)presenta il suo “Come pipistrelli nella notte” Santelli Editore

Kira è una giovane donna della periferia romana cresciuta fin troppo in fretta per via dei violenti e frequenti litigi tra i suoi genitori.

Proprio per non assistere a tali terribili litigate usa rifugiarsi tutti i pomeriggi, a soli 8 anni, in casa di Noemi, sua dirimpettaia, di sei anni più grande.

Lì, in quell’appartamento, quest’ultima la sottopone a pesanti avances sessuali (che sfociano in veri e propri abusi) a cui Kira non riesce a sottrarsi. Non ultimo, Kira vive una ulteriore difficoltà che la fa soffrire molto: in fase adolescenziale infatti comprende perfettamente il suo orientamento omosessuale, cosa che non riesce in alcun modo a comunicare ai suoi genitori e che di conseguenza lei stessa fa molta fatica ad accettare.

Così Kira trascorre le sue notti fuori casa, appena adolescente, diventando come un pipistrello nella notte: dorme di giorno ed esce di notte, cercando di stordirsi tra le luci delle discoteche e l’immersione nell’alcol e nella droga. Prova di tutto per cercare di non pensare e soprattutto di dimenticare quel che accade tra le pareti domestiche di casa sua dove, giorno dopo giorno, si consuma la tragedia…

 

Prefazione di Michela Marzano

Loretta Tedeschi (@Lori_Ted ) presenta il suo “Senza tempo” Leone Editore

Loretta Tedeschi (@Lori_Ted ) presenta il suo “Senza tempo” Leone Editore

Condurre una vita agiata, cercando di scansare ogni tipo di responsabilità, lavorativa o affettiva. Allontanare invidie, malumori e rivalità.
Vivere in totale libertà, senza costrizioni e senza pregiudizi.
È quello che riescono a realizzare Julian, Cory e Gianni, trascorrendo le loro giornate in una villa museo e condividendo ogni cosa tra loro, dai ricordi più drammatici ai momenti più spensierati.

Ugo Cirilli (@UgoCirilli) presenta il suo “Di qua dal monte”

Ugo Cirilli (@UgoCirilli) presenta il suo “Di qua dal monte”

Ivan, giovane psicologo, viene contattato da Luca, un ragazzo tormentato da dubbi legati a una scelta di lavoro.
Ben presto la situazione si rivelerà molto più complicata: ad affliggere il paziente è un intreccio oscuro di problematiche, le cui radici affondano nell’ombra dell’interiorità più segreta.
Per Ivan, aiutare Luca significherà anche confrontarsi con una questione che ha sempre relegato in un angolo della mente: la fede religiosa. Fortunatamente, lo psicologo riceverà un aiuto insperato da parte di un singolare personaggio.
Ambientato in una Versilia soleggiata all’avvicinarsi dell’estate, “Di qua dal monte” è quasi un giallo dell’anima, in cui le atmosfere primaverili e il mistero della psiche creano un continuo gioco di chiaroscuri.
La soluzione del caso sarà la difficile ricerca di un nuovo equilibrio, da raggiungere raccogliendo pochi indizi sfuggenti.

Marco Berti (@MarcoTashidelek) presenta il suo “Tom Ballard Il figlio della montagna” Solferino Editore

Marco Berti (@MarcoTashidelek) presenta il suo “Tom Ballard Il figlio della montagna” Solferino Editore

 

Tom Ballard fu «figlio della montagna» nel senso più profondo del termine. Non è un’ardita metafora, ma la sintesi di un rapporto che è stato prima genetico e poi animato da una passione esclusiva, irrefrenabile, assoluta.

Era figlio di Alison Hargreaves, «la più forte delle donne alpiniste», secondo Reinhold Messner. E anche una delle più controverse: aveva scalato l’Eiger tre mesi prima di dare alla luce Tom, sollevando un vespaio di polemiche. Il temperamento della madre e il suo modo di vivere la sfida sembrano suggerire tutte le scelte alpinistiche di Tom, che porta a termine la prima solitaria delle sei grandi pareti delle Alpi in un solo inverno: è il progetto Starlight and Storm, che sua madre aveva compiuto, prima in assoluto, nell’arco di un’estate.

Non sappiamo quanto il ricordo di lei aleggiasse anche nella sua decisione, per molti versi inspiegabile, di affrontare gli Ottomila cominciando proprio dal terrificante Nanga Parbat. Forse intendeva avvicinarsi, idealmente, al K2, la montagna su cui Alison aveva perso la vita quando lui aveva appena sei anni, come ipotizza Messner? Non lo sapremo mai. Tom stesso ammetteva che il suo rapporto con la montagna fosse stato fortemente plasmato da un’infanzia passata in tenda, nei campi base, seguendo la mamma.

Questa esistenza da «lumaca alpina», che si porta dietro tutto quello che possiede, in cui non c’è niente se non l’indispensabile, era l’unica in cui si sentisse pienamente a suo agio. Un modo di vivere, senz’altro, ma anche di salire: prevalentemente in solitaria, con pochissimi mezzi, senza troppa pubblicità.

Una riservatezza, una ricerca dell’essenziale che hanno fatto di lui un vero erede dell’alpinismo classico alla Walter Bonatti.In questo libro Marco Berti, amico intimo e compagno di scalate, ci racconta la storia del giovane alpinista britannico fino alla tragica fine: la spedizione sul famigerato Sperone Mummery del Nanga Parbat, con Daniele Nardi, partita a Natale del 2018. Dopo il 24 febbraio, il silenzio che avvolge i due alpinisti è più eloquente di un urlo.

Riviviamo le ore disperate passate a cercarne le tracce. Inutilmente. La montagna, magnifica e terribile, si è ripresa suo figlio.

Brunella Giovannini (@g_brunella) presenta il suo “L’arcano degli angeli” Edizioni Leucotea

Brunella Giovannini (@g_brunella) presenta il suo “L’arcano degli angeli” Edizioni Leucotea

 

 

“Ogni pensiero che si genera, ogni scelta e ogni azione che si compie, porteranno sempre a delle conseguenze” Da questo breve concetto, prende vita tutto il romanzo.
Alberta Ferretti è una stimata psicologa emiliana che collabora con le scuole e il Tribunale dei Minori. Negli ultimi mesi la sua serenità è minata dall’insorgere di una grave malattia che colpisce Gloria, la giovane figlia adottiva.

Alberta è convinta che ogni oggetto racconti una storia su chi l’ha creato e chi l’ha posseduto e quando destinato in luogo, se spostato, farà di tutto per ritornarci; ne ha la conferma quando un giorno trova casualmente un antico candelabro abbandonato tra i rifiuti.

Appurato che si tratta di un esemplare appartenente alla chiesa Santa Maria Assunta di Positano, organizza insieme alla sua famiglia una breve vacanza nella famosa località della costiera, con l’intento di portare l’oggetto nella sua sede originaria.

Sarà un viaggio di conoscenza e di scoperta e grazie all’incontro con Rosy, una positanese che gestisce un negozio di souvenir, emergeranno inaspettate verità. Verità che saranno confermate quando Alberta, nella sua veste di psicologa, viene convocata dal Tribunale dei Minori per occuparsi di una ragazzina coinvolta in uno spiacevole caso di prostituzione minorile. Nel momento in cui la malattia di Gloria sembra averla vinta sulle cure e si affievoliscono le speranze, sembra aprirsi uno spiraglio di luce con la scoperta dell’esistenza di una sorella gemella…
Quando dalla lettura di vecchi documenti si viene a conoscenza che l’oggetto antico reperito tra i rifiuti, fa parte di una coppia di candelabri creati nel 1700 da un artista di origini emiliane trasferitosi a Positano, come in un complicato puzzle, tessera dopo tessera, si riveleranno molti particolari in comune tra persone che si sono incontrate casualmente.

Ma gli antichi doppieri degli angeli, riservano un’altra sorpresa: al loro interno sono stati abilmente occultati due misteriosi oggetti trafugati da una tomba egizia a Saqqara. Tra i capitoli si sfiorano argomenti di attualità quali la violenza sulle donne, la prostituzione minorile, la ludopatia, la corruzione e il reato di disastro ambientale.
La vita con le sue gioie, i suoi dolori e l’amore in tutte le sue forme, sono i veri protagonisti di questa storia dove si percepisce la sensazione che ogni cosa che accade è il risultato dell’intercessione di Qualcuno, molto più grande di noi ed è la conferma che ciò che è destinato ad essere unito, rimarrà unito per sempre.

Serena Nascimben (@SerenaNascimben) presenta il suo Spazi Specisti Lo specismo visto da un geografo” Youcanprint, 2019.

Serena Nascimben (@SerenaNascimben) presenta il suo “Spazi Specisti Lo specismo visto da un geografo”  Youcanprint

 

Nato dalla solidarietà e dall’amore per gli animali, le piante, la Terra, questo libro invita adaccorgersi della vita che ci circonda; troppo spesso, concentrati su altro, non vediamo e non sentiamo.
Il testo indaga morfologia e modalità d’utilizzo da parte degli uomini di alcune tipologie di luoghi, in relazione alla presenza di individui di altre specie.

L’appello per chi ha a cuore le sorti di ogni essere vivente è ad accettare la sfida di frontiera rappresentata dagli spazi della quotidianità: spazi ingiusti, agiti nell’indifferenza dell’uomo, dai quali occorre partire per equilibrare i rapporti con le altre specie.
Una riflessione interdisciplinare priva di dogmatismi che dichiar al’urgenza del superamento dell’antopocentrismo anche in geografia.

Antonio Vastarelli (@antonvasta8) presenta il suo “Dieci piccoli napoletani” Fanucci Editore

Antonio Vastarelli (@antonvasta8) presenta il suo “Dieci piccoli napoletani” Fanucci Editore


Chi vuole uccidere Paola di Littanic e che fine fanno gli indiziati?

È questo l’enigma che -in “Dieci piccoli napoletani” (Fanucci editore) -dovrà svelare il giornalista spiantato Arturo Vargas, al quale qualcuno lascia buste piene di soldi sull’uscio di casa per indagare su un omicidio non ancora avvenuto.

Un giallo in cui una misteriosa filastrocca in stile Agatha Christie è il fulcro di una trama con atmosfere hard boiled alla Raymond Chandler, animate da donne fatali, e sfumature brillanti da commedia americana modello Cary Grant.

Il tutto ambientato in una Napoli bellissima e decadente, città di mare con abitanti corrotti o indifferenti. Insomma, un pasticciaccio – direbbe Gadda – nel quale l’improbabile detective, risucchiato in un vortice di eventi che rievocano il suo passato, conduce indagini maldestre che lo trascineranno a ritmo di jazz verso un finale a sorpresa.