“Blanca e le Ninãs Viejas” Patrizia Rinaldi Edizioni e/o

 

Ancora una volta Patrizia Rinaldi centra il bersaglio.

I suoi noir sono intrisi di poesia, seguono il ritmo della passione, offrono sguardi profondi sull’esistenza.

Entrano nelle stanze del Male con la leggerezza dei puri di cuore.

Tracciano spazi dove il luogo sa essere protagonista, compagno fedele durante la narrazione.

Si spingono nei recessi di sentimenti estremi purificandoli e restituendoli nella loro più intima essenza.

“Blanca e le Ninãs Viejas”, pubblicato da Edizioni e/o,  ha una versatilità plastica, si sviluppa su tre dimensioni ed emerge dalla carta pronto per diventare serie televisiva.

Di Blanca apprezziamo la costanza e la pazienza, l’acuta percezione che va oltre le prove indiziarie.

Il suo passato è la cartina al tornasole dove si riflette il presente in un’oscillazione che trasforma il dolore in compassione per l’altro.

Delle due donne uccise brutalmente impariamo a conoscere ogni sfumatura.

Carminia e Berenice, maestre di danza, capaci di sfidare l’incuria del tempo grazie alla magia della musica.

E il tango non è solo ballo, è morte e vita, tormento e lussuria, esplosione dei sensi e calmo esercizio del corpo.

Una voce si insinua ed è crudele, violenza nutrita di rancore.

È l’uomo giovane, complessa personalità che dilata la nube di incertezze.

Non può mancare Napoli, signora ferita ed orgogliosa, teatrale e sempre presente.

Niní, figlia ribelle traccia i confini di una maternità piena di conflitti.

Di figli e di madri si parla tanto, di assenze, di presenze, di ostilità e di parole taciute.

E amori solo immaginati, vertigini di poche notti, incendi che si vanno spegnendo.

Tradimento e fiducia in un gioco perverso dove non ci sono vincitori.

Amata e amante: quale legame può esserci tra queste figure?

Le piste da seguire sono tante mentre “nel cuore dell’inverno le piante continuavano a favorire la loro illusione e a splendere.”

E forse “Non è vero che solo la verità serve alla verità.”

Il romanzo ci insegna che ci si può ingannare quando si hanno troppe certezze.

“Nel silenzio come luce, che durerà giorni e giorni, ho tutto il tempo che voglio per tornare ai balli della vita mascalzona, che afferra la morte e la nascita in una milonga del ricordo e della dimenticanza.”

In una frase si concentra la chiave per risolvere il mistero.

Buona lettura!