“Pazza d’amore” Adèle Hugo Fandango Libri

 

Il ritratto di Adèle Hugo ricostruito da Manuela Maddamma in “Pazza d’amore”, pubblicato da Fandango Libri, racconta la ribellione di una donna.

Rifiutata dal tenente Pinson non si arrende all’idea di rinunciare al sogno di una relazione impossibile.

“Sappiamo con certezza che furono amanti a Londra nel giugno del 1861.”

Nelle pagine di diario appare una figura trasfigurata dalla passione.

“L’amore è Spirito e Materia.

Non do il mio corpo senza la mia anima, nè la mia anima senza il mio corpo.

L’uno è imprescindibile dall’altro.”

Questa visione metafisica sarà la sua condanna.

Abbandona la casa paterna e insegue il fantasma di un uomo che non ricambia la sua passione.

Il testo contiene appunti, lettere, frammenti di diari.

È testimonianza di un’anima in pena, pellegrina nelle terre bruciate dall’indifferenza.

Pagine strazianti che fanno emergere un lento, inesorabile declino della Realtà.

Dalla corrispondenza con i familiari si percepisce il disagio psichico accompagnato dalla costruzione di un castello di menzogne.

Desiderio di farsi perdonare o dicotomia della personalità?

Il romanzo è arricchito dalle riflessioni di Victor Hugo, padre della giovane.

Se in un primo momento prevale la vergogna lentamente assistiamo ad un progressivo cambiamento.

“Coraggio e fiducia.

Riprendiamoci la nostra Adèle e stavolta non lasciamola più volar via.”

Disperazione che si allarga mostrando la mentalità dell’epoca e al contempo la forte pulsione del cuore.

“Dobbiamo riuscire a strapparla a questo sogno, a questo orribile sogno, a quest’incubo che è follia e non amore.”

E l’incubo dilaga affollando la mente di protagonista, creando l’insopportabile contrasto tra torpore e resistenza.

Affresco poetico che va letto cercando di entrare nell’universo confuso e insieme carico di pathos della narrazione.

“Dentro ogni melodia un sentimento.

Dentro ogni sentimento una sofferenza.

Felicità

Musica

Il gran peso

Felicità.”