Nunzia Gionfriddo (@ngionfriddo) presenta il suo “Cioccolata calda per due” Pegasus Edizioni

Nunzia Gionfriddo (@ngionfriddo) presenta il suo “Cioccolata calda per due” Pegasus Edizioni

 

 

Il romanzo nasce da varie sollecitazioni nel corso di almeno due anni.

La prima emerse da una signora intervenuta alla presentazione del libro “Gli angeli del rione Sanità” di Nunzia Gionfriddo, sulle Quattro giornate di Napoli, presentato alla fondazione “Premio Napoli” nella sua prestigiosa sede di piazza Plebiscito a Napoli.

Durante la discussione che si accese sul quesito se nelle aule scolastiche facesse più presa sugli studenti il manuale di Storia o il romanzo storico la suddetta signora intervenne accusando i gli storici di privilegiare alcuni argomenti su altri, come, per esempio, il dramma delle foibe e l’esodo degli italiani da Pola, Istria e Dalmazia, per non parlare poi dei campi di concentramento nazisti e fascisti o titini, temi quasi del tutto ignorati da studenti e docenti.
La seconda sollecitazione fu inviata attraverso le onde della radio da Edoardo Camurri che leggeva da un giornale la provocazione di Alessandro Baricco:
“sapreste scrivere un racconto che abbia come spunto la frase:«Pronto, amore…»
Ecco la risposta di Nunzia Gionfriddo:
Un telefono che squilla nella casa di un giornalista , la richiesta di informazioni di una studiosa, un incontro in un bar di Roma fondono due vite che il fato (caso o destino) ha fatto intrecciare , lei che ascolta e lui che narra un dramma che si è consumato tanti anni prima a Trieste alla fine della seconda guerra mondiale nella città contesa tra titini e italiani, travolta dall’esodo delle popolazioni in fuga dalle persecuzioni etniche ordinate da Tito e dal terrore delle foibe.

Il protagonista sarà coinvolto anni dopo, dall’assedio a Sarajevo del 1992-95, la carneficina più sanguinosa del secondo dopoguerra.
La storia di Giovanni, della sua famiglia e della moglie scomparsa, una misteriosa telefonata a un cellulare(“Pronto, amore…”) sono i temi di un racconto a due voci che gioca tra amore e morte, tra leggerezza e tormenti, che emergono come spruzzi di onde di un mare in tempesta, tra le righe della posta elettronica o davanti a due tazze di cioccolata calda e profumati pasticcini.

Roma, Trieste e Sarajevo assistono a incontri d’amore, a rocambolesche ricerche tra le vittime di guerre assurde, perpetuate sotto gli occhi indifferenti del mondo, che andrebbero mostrate con onestà in un manuale di Storia, prima di consegnarlo nelle mani degli studenti.
La tecnica del racconto è particolare. Gli avvenimenti capitolo per capitolo vengono narrati ora dal protagonista, ora dalla ricercatrice, con la stessa abilità necessaria in una partita di tennis. Così avviene nella prima parte, così nella seconda, dove il confronto-incontro si trasforma in una più veloce corrispondenza di messaggi elettronici che rimbalzano dall’uno all’altro , in un susseguirsi di confidenze, leggeri aneddoti e tragiche memorie.