“Pensieri sotto le nuvole” Philippe Jaccottet Marcos y Marcos Editore

 

“L’illimitato accoppia oppure lacera”

Non conosce mezze misure Philippe Jaccottet.

La sua poetica fiorisce negli spazi della creatività, si fa largo tra i cespugli e i rovi di una realtà che nella complessità ha perso la sua cifra umana.

La ricerca del giorno più puro è incessante, traumatica.

Bisogna spezzare i muri di silenzio, ripulire i luoghi dalle pozze sanguinanti del ricordo, tornare al essere bambini.

Saranno barche cariche di “brucianti sospiri” a riportare a riva.

E in questa temporanea sosta abbracciare “il cerchio del cielo”.

“Parlare è facile

E tracciare parole sulla pagina

Vuol dire, per lo più, rischiare poca cosa:

Lavoro da merlettaia, ovattato,

Tranquillo.”

Ma in questo gioco di assembraggio, facile è cadere nella trappola della menzogna.

C’è nella prosa che si insinua tra i versi l’urgenza di non sprecare tempo, vincere l’annientamento, superare la morte.

“Ho troppo timore

Troppa incertezza

Talora pietà:

Non si può vivere a lungo come gli uccelli

Nell’evidenza del cielo.”

“Pensieri sotto le nuvole”, pubblicato da Marcos y Marcos Editore, tradotto e curato da Fabio Pusterla, ha il respiro lungo di una poetica innovativa.

Costruita con una rutilante moltitudine di immagini, offre un paesaggio interiore prigioniero.

La poesia può essere catarsi ma bisogna trovare l’accordo giusto.

Frenetiche si inseguono le frasi, concatenate da un costante bisogno di distruggere il vecchio e ricostruire il nuovo.

Frequente il fonema “cenere” che fa pensare al fuoco purificatore.

Lacrime che potrebbero trasformarsi in “grano inesauribile”, ombra che si fa luce, terra che assorbe il dolore del mondo.

“Anche tu invisibile

Ti ho riconosciuto

Tu che tessi i ruscelli immateriali.”

La folgorazione di una visione, la sorgente del sapere, la prateria di speranze: ogni traccia può essere interpretata e vissuta.

Due forze si bilanciano in un evidente sforzo di non combattersi.

Al lettore il piacere di scoprirle.

 

“Passeggiata sotto gli alberi” Philippe Jaccottet Marcos Y Marcos

 

 

Andare all’origine della Parola, raggiungere il culmine dell’oblio, percepire la meraviglia dell’istante.

Incontrare la luce, immergersi nel suo splendore.

Vivere l’esperienza dell’essenza della Natura.

Alberi che raccontano il passato, montagne che riflettono splendore.

Provare ad attraversare l’infinito.

Camminare nel buio della notte mentre vita e morte potrebbero essere fantasiose invenzioni.

“Passeggiata sotto gli alberi”, pubblicato da Marcos y Marcos e tradotto da Cristian Rossatti, è saggio filosofico,  viaggio verso la purezza.

È studio linguistico, esigenza di trovare una voce unica, ricerca di suggestioni.

È immagine percepita come visione, brezza creativa, critica letteraria.

È “rapporto profondo tra espressione poetica e coscienza della realtà, tra parola e intensità dell’essere”.

Philippe Jaccottet non cerca frammenti di ricordi, rivive insieme a noi la meraviglia e lo stupore.

La sua è ricerca mistica, dubbio che esplode, ricamo di sogni.

Bisogna abbandonarsi al testo, fidarsi del flusso di pensieri.

Non cercare una logica propria ma seguire il fiume delle impressioni.

Entrare nel castello di “cristallo trasparente”, imparare ad immaginare l’Assoluto.

“La bellezza si manifesta nel mutevole, nell’effimero, nel fragile; l’estrema bellezza luccica forse dell’estrema contraddizione.”

Sciogliere l’enigma, cercare la simbologia di un territorio.

Sfidare le nebbie più fini, seguire le orme della luna, raccogliere le “lacrime lente” di un mondo che ha perso la voglia di guardare.

“C’è un affaticamento nella civiltà

È difficile vivere quando si moltiplicano le minacce di annientamento.”

Affidarsi ai bagliori enigmatici della poesia e ritrovare quel centro che “sembra essersi infinitamente allontanato da noi.”