“Lontano da casa” Pinar Selek Fandango Libri

Pinar Selek, costretta all’esilio dopo anni passati nelle carceri turche, accusata di un attentato inesistente, non si è mai arresa.

La sua testimonianza, pubblicata da Fandango, è una guida per chi ancora crede nella libertà di espressione.

È un invito a sentirsi cittadini del mondo, a “saper affrontare la tempesta, sapendo che lo spazio è infinito”.

“Lontano da casa” è una riflessione sui luoghi che ci appartengono, sull’identità degli spazi fisici.

È il dolore per una patria che respira gli asfittici divieti di un potere arrogante, la voce di uomini e donne che non vogliono piegarsi.

La scrittrice è riuscita a creare una rete di “solidarietà internazione” e grazie ai suoi libri ha fatto luce sulle violenze subite.

Questa prova letteraria mantiene lo stile misurato e poetico, mai ingessato in slogan ideologici.

La vediamo con quell’unica valigia fermarsi prima in Germania, poi in Francia dove riesce ad avere la cittadinanza.

Nel suo paese rischia l’ergastolo ma questa pesante condanna non spegne la speranza e la passione. Il suo segreto è vergato in poche pagine dense di interrogativi e di certezze che vanno affiorando affrontando lo straniamento.

Ogni frase va meditata, riletta, raccontata perchè è importante seminare le parole, farle crescere e maturare nelle coscienze.

Si impara che “gli orizzonti delle frontiere” devono dilatarsi fino a congiungere idealmente popoli, idee e resilienze.

“Bisogna alzare le vele prendendo venti nuovi, cercando di ritrovare “radici, storia, passato”.

“Le formiche festanti” Pinar Selek Fandango

“Colori più sfumati, speranze inaridite, passeggiate interrotte, voli..”

Città di vento e di sogni, di desideri inespressi, fiochi ricordi di altri tempi.

Incontri su un treno che corre, sparizioni, nuove identità, struggimenti ardenti.

Azucena, la farfalla dalle scarpe rosse, simbolo di una libertà interiore da conquistare, eroina di un tempo strano dove per essere bisogna travestirsi.

“Le formiche festanti”, pubblicato da Fandango, è un intreccio di visioni stemperate da una simbologia frenetica.

Niente è come appare, mentre “il mondo è solo un piccolo pianeta che gira nel freddo vuoto dello spazio. Una biglia rotonda inserita nell’orbita di una stella per riscaldarsi”.

Ogni personaggio nella sua singolarità mostra l’altra parte del cielo, quella romantica e fantasiosa di fate e principi con poteri magici.

“Chi oltrepassa le frontiere, chi sostiene chi è in esilio, chi produce semi e li distribuisce gratuitamente, chi si traveste da albero per sentire la terra, chi nasconde arcobaleni perché non vengano venduti.”

Sono gli ultimi, gli esiliati, i diversi ma riempiono il loro spazio di sfumature.

I colori accesi della resistenza, la sfida a chi li vorrebbe invisibili.

Un romanzo potente, “il sogno di evadere da tutte le prigioni”.

L’invito a cercare “una pausa, una fuga, un ritorno.”

“Imparare ad amare senza giudizio, diventare leggeri.”

 

 

Agenda Letteraria del 15 febbraio 2020

 

“Soffiava una brezza leggera.

Aveva voglia di scivolare sul mare in piena notte, ma si fermò non appena vide le stelle.

Appoggiò la schiena al bordo della barca e iniziò a disegnare con gli occhi delle vele nel cielo.”

 

Pinar Selek “Le formiche festanti” Fandango