“Pinocchio, Attila e oltre” Giampaolo Borghello Marsilio

 

Quali connessioni intercorrono tra “Pinocchio” e “Cuore”?

Entrambi vengono considerati best seller di fine Ottocento.

“Nel 1901 “Le avventure di Pinocchio” segna la diciottesima edizione in diciotto anni di vita; il confronto con “Cuore” è netto: De Amicis nel solo 1886 (primo anno) registra ben quarantuno edizioni del suo libro.”

“Pinocchio, Attila e oltre”, pubblicato da Marsilio Editore, riflette sulle fortune di una narrazione, cerca di comprenderne le motivazioni.

Un testo che ha evidenti riferimenti al mercato editoriale, all’importanza dei “giornali e delle riviste dell’epoca.”

Interessante la strategia dell’autore che riesce a creare, capitolo dopo capitolo, aspettative e pathos.

Vi siete mai chiesti perché fin dall’incipit il burattino corre?

“Pinocchio corre continuamente, spasmodicamemente: è un correre per scampare un pericolo, per raggiungere una meta agognata, per arrivare o tornare alla casa della Fata, per trovare il “babbino” Geppetto.”

Ad attrarci sarà quell’anelito di libertà, quella ricerca di un proprio spazio.

Con “Cuore” già il titolo è azzeccato, crea una sintonia con il lettore, introduce il concetto di Bene.

Centrale è il ruolo della scuola che ha una struttura pedagogica e morale.

Continuità, ripetitività, edificazione: questi alcuni dei capisaldi che causano il successo del testo.

Ed Attila da dove compare?

Nessuna anticipazione ma attenzione, Giampaolo Borghello riserverà una sorpresa finale.

Certamente insegna una metodologia critica originale e sviluppata su più piani.

Utile per imparare ad inquadrare la parola scritta non solo sul tempo storico.

Bisogna cercare di cogliere il panorama intellettuale e le intenzioni di scrittore ed editore.