“Piperita” Francesco Mila Fandango

Francesco Mila in “Piperita”, pubblicato da Fandango, fotografa la famiglia.

Ha una scrittura leggera anche quando mostra gli squarci di un matrimonio fallito.

Osserva la coppia con attenzione e ne registra le caratterialità.

Lucrezia e Gioacchino sono figli di un tempo diverso, vivono nella casa come appartenenti a pianeti che non possono incontrarsi.

Liti e lunghi silenzi vengono percepiti dai giovani figli come sottofondo al quale adattarsi.

Lapo ed Emma crescono cercando di sostuire l’insopportabile atmosfera familiare.

Inventano storie ed ecco che la fantasia compie il miracolo, allontana i gesti furiosi della madre, le assenze del padre.

Sembra che la narrazione scorra piana ma si intravedono tracce di un profondo dolore.

“Riprese a piangere.

La mattina, dopo averci svegliati, quando papà era già uscito.

Più tardi, tentò ancora di togliersi la vita.

Poi furono giorni confusi che col tempo ho scordato.

Ma ricordo che nostra madre piangeva, la mattina presto, che la casa era vuota e l’aria stagnava.

Di nuovo per un pò cessavano i pianti.

Ma sempre si agitava in nostra madre qualcosa.

Come un fondale di lago.”

Frasi brevi, essenziali, taglienti.

Ad alleggerire l’alito caldo del disagio scorci di luoghi e paesaggi.

Vite rallentate dai colori estivi, corpi che crescono e si modellano svegliando un’inquietudine che si propaga come veleno.

“Avrei tentato di contenere nostra madre in una sorta di scantinato mentale, insieme ai luoghi e alle persone che me la ricordavano.”

L’autore inserisce le fughe della madre con la necessità di creare un margine di attesa.

Chi è veramente questa donna incapace di trovare tregua?

Quanto i due giovani dovranno pagare l’assenza?

Le parole sono modulate in blocchi di immagini in un rincorrersi di emozioni inespresse.

Una storia di formazione che insegna a combattere i demoni del risentimento e a cercare nei libri le risposte che mancano.