“Piranesi” Susanna Clarke Fazi Editore

“Studio ciò che è stato dimenticato.

Scopro ciò che è completamente scomparso.

Lavoro con le assenze, con i silenzi, con le curiose fratture fra le cose.”

L’esergo di “Piranesi”, tratto da “Il giardino segreto” di Laurence Arne – Sayler, anticipa e svela il percorso da seguire durante la lettura del romanzo pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Donatella Rizzati.

È anche avvertimento necessario.

Inutile cercare di interpretare i segni, bisogna lasciarsi andare, rimuovere i freni inibitori della razionalità ed affidarsi ad una scrittura visionaria.

La definizione di Fantasy non riesce a circoscrivere una tecnica narrativa che ha agganci metafisici.

Si entra nella sfera dell’inconscio partendo dalla descrizione di luoghi circondati da aloni di mistero.

“La Casa ha tre Livelli.

I Saloni Inferiori sono il Regno delle Maree; le loro finestre – se viste dall’altra parte del Cortile, sono grigioverdi a causa dell’incessante movimento delle acque e bianche per gli spruzzi di Schiuma.

I Saloni Inferiori forniscono nutrimento sotto forma di pesci, crostacei e vegetazione marina.

I Saloni Superiori forniscono Acqua Fresca che si diffonde nel Vestibolo sotto forma di Pioggia e scorre in Ruscelli lungo Pareti e Scalinate.

Fra questi due (perlopiù non abitabili) Livelli si trovano i Saloni di Mezzo che sono il regno degli uccelli e degli uomini.”

L’acqua è elemento che sa essere invasivo anche se necessario.

Gli spazi fanno pensare ad una struttura che nasconde un disegno arcano.

Quali chiavi per accedere a questa chimerica e labirintica “Casa”?

Chi sono gli abitanti e che ruolo hanno nell’evoluzione della trama?

Chi è L’altro?

Susanna Clarke sa ideare scenari futuribili, si diverte a confondere il lettore, a portarlo fuori strada.

Pareti infiammate, ritagli di carta, strane Statue, mappe di costellazioni: dettagli che sembrano reali.

Introduce la suspense di messaggi da decifrare.

“La ricerca nella quale tu e io ci siamo imbarcati è veramente un grande progetto.

Fondamentale.

Uno dei più importanti nella storia dell’umanità.

La conoscenza che cerchiamo non è una cosa nuova.

Molto antica.

C’è stato un tempo in cui le persone la possedevano e la utilizzavano per fare grandi cose, cose miracolose.

Avrebbero dovuto proteggerla.

Avrebbero dovuto rispettarla.

Ma non lo hanno fatto.

L’hanno abbandonata in nome di quello che chiamavano progresso.”

Parole che suonano come una sfida pesante, ingombrante.

Riportare in vita la Conoscenza, preservare la Memoria, rincorrere la Bellezza: i pilastri di una storia che intriga e ammalia.