Angolo Poetico “Tutti gli occhi che ho aperto” Franca Mancinelli Marcos y Marcos

 

 

“In me ora scrivi con inchiostro bianco

in questo nulla portato a compiersi.”

 

 

“Il ritratto di chi

si china come pregando a uno specchio:

la luce è la lingua di un luogo.”

 

 

“Ogni città è una radura

– terra battuta per dormire

polvere e braci spente.”

 

 

 

Angolo Poetico tratto da “Erano lacrime mie” Marco Statzu Graphe.IT Edizioni

 

 

 

“Il profumo della natura

Che si risveglia.

Talvolta posso cogliere

Un verso.

O è lui a cogliere me?

Timido annuncio di una primavera

Che tarda a germogliare.”

 

 

 

“Solo il silenzio

È gravido di vita.”

 

 

“Non sono che un desiderio

A cui parole non servono

Per giungere diritto e sicuro

Lá dove i cuori s’incontrano.”

Angolo Poetico “Tutte le poesie” Nelo Risi Mondadori Editore

 

 

“Dopo gli inverni senza primavere

dopo l’autunno del cuore

dopo dopo dopotutto rotto il ghiaccio che le tiene prigioniere

bianche orse nel libero mare

alla deriva tra le correnti e le maree ​più insane della mente

nuotano a frotte ​verso pascoli ​di un verde bandiera.”

 

 

“Su queste scale tarmate nei marmi

usate come suole dove è appena spiovuto e ancora deserte,

stamane al primo sole sto così bene

che respiro a fondo con la mente –

anche il giornale parla di distensione.”

 

 

“La storia

quella vera

che nessuno studia

che oggi ai più dà soltanto fastidio

(che addusse lutti infiniti) d’un sol colpo

ti privò dell’infanzia”

Angolo Poetico “Sillabe di fuoco” Gabriela Mistral Bompiani

 

 

“Questa lunga stanchezza sarà più intensa un giorno,

l’anima dirà al corpo che non può continuare

a trascinarne il peso lungo il roseo cammino,

che percorrono gli uomini contenti della vita…”

 

 

“Pianto e ancora pianto a fiotti roventi

deterga quegli occhi di cristallo torbido

e gli ridia il vecchio fuoco nello sguardo!

Riaccendili tutti dal profondo, Cristo!

Se pure è impossibile, se Tu già lo sai,

se sono di paglia… soffia in loro fuoco!”

 

 

“In questa ora, amara come un sorso di mare,

sostienimi, Signore.

 

Si è riempito tutto di ombre il mio cammino

e il grido di paura!”

“La domanda della sete” Chandra Livia Candiani Einaudi Editore

“Che cosa vuoi corpo?

Piccolo cuore notturno

che mi tira per la manica

spella il sonno

dimmi di cosa manchi

parlami con una testa diversa”

La materialità del soggetto che disegna immaginarie figure geometriche cercando di superare l’ingorgo del tempo.

Tornare ad impossessarsi di gestualità perdute, la faccia, gli occhi, le braccia.

“Le tante facce della faccia

Si susseguono in un cinema tra muti

Segando lo spazio dell’assenza.”

“La domanda della sete”, pubblicato da Einaudi Editore”, è dicotomia tra essere e non essere, tra accettazione dell’infelicità e fuga.

È ricerca di luce in una rotazione che abbraccia il vuoto.

È distacco e necessità di riprendere il cammino.

“Ascoltare. Ascoltare e basta.

Ascoltare meglio.

Sto sognando?

Impossibile dirlo.”

Un abbandono assoluto ai cinque sensi, il riappropriarsi delle sensazioni, la speranza di tornare ad un linguaggio che sappia dare forma ai pensieri.

L’amore come fiamma che divora, assottiglia la passione lasciando orme difficili da seguire.

Vivere il sogno come incantesimo che libera il dolore.

“Ululare tra i denti, come fa la frugalità del vento,

sbriciolare tra le dita

per distrazione.”

La frasi compongono suoni che riportano alla melodia della Natura, all’acqua, al vento, all’ondeggiare dei rami.

Chandra Livia Candiani cerca negli archivi della memoria, ritrova le figure amate,  scompone il difficile legame di sangue.

Racconta l’inquietudine che non va placata ma vissuta, esplora il male, diventa vuoto da riempire.

“Restare in bilico come fa la pioggia

come una nuvola deserta,

contare momenti magnifici sulle dita,

assaporarli come semi sconosciuti.”

Un viaggio nell’invisibile con il desiderio di imparare a lasciarsi andare.

Essere senza nome, volto tra tanti, identità mancata da ricostruire.

Salpare insieme alla poetessa e “ridere e piangere sarà tutt’uno”.

 

 

 

Angolo Poetico “La mia lettera al mondo” Emily Dickinson InternoPoesia

 

 

 

“Un vento del sud ha il pathos

Di una voce personale

Come quando s’ode agli approdi

L’accento di un migrante.”

 

 

“I miei migliori amici son coloro

A cui non ho rivolto parola.”

 

 

“A un cuore spezzato

Nessun altro può volgersi

Senza l’alto privilegio

Di avere altrettanto sofferto.”

 

 

 

Angolo Poetico “Confusione di stelle” Alda Merini Einaudi Editore

 

 

 

“Parmi d’essere dentro nell’oriente

ove ricchezze sono sí fruttuose

che non sono da noi nell’occidente,

ove fioriscon certe strane rose e balsami e profumi

prontamente per le donne che amano amorose:

in quei profumi io getto il cuore mio

per amarti secondo il tuo desio.”

 

 

“Sono donna di avere la ragione?

Credo di no, poiché mi innamorai della tua stanca e florida stagione;

su un giardino di inverno io mi affacciai,

eppure credo amore mio fiorito che al tuo anello si appresti questo dito.”

 

 

“Apriti amore e fammi vedere il sesso dove fiorisce il senso del pudore,

sono Saffo infinita che vuole annegarsi nel tuo germe pallido:

a me i sussurri delle pietre lontane,

a me il galoppo dei tuoi cavalli!

Orfeo che grondi fiori, guarda

e patisci dei suoi fianchi segreti

e Venere che incalza sul piedestallo delle memorie giovani;

il cantare mitico diventa musica dentro i tuoi occhi.”

Angolo Poetico “Il sangue amaro” Valerio Magrelli Einaudi Editore

 

 

“Musica, musica, che vuoi da me?

Che corpo sta formandosi lungo la tua catena di molecole?

Che traccia sto seguendo

mentre vado dietro le note

come dietro briciole lasciate da qualcuno

per ritornare a casa?

A quale casa mi fai ritornare?”

 

 

“Parlo da qui, voce reclusa nel buio tra forme colorate,

ma immobili per sempre come l’ultimo alito della nostra pronuncia.”

 

“Dov’è la libertà, se la malinconia raccoglie le sue nuvole

senza nessun perché?

 

Sto qui e subisco il loro lento transito

solo aspettando all’ombra di me stesso.”

Angolo Poetico “La figlia dell’insonnia” Alejandra Pizarnik Crocetti Editore

 

 

“Dall’altro lato della notte l’attende il suo nome,

la sua ansia surrettizia di vivere,

dall’altro lato della notte!

 

Qualcosa piange nell’aria,

i suoni disegnano l’alba.

Lei pensa all’eternità.”

 

 

“Della notte so poco

ma di me la notte sembra sapere,

e più ancora,

mi assiste come se mi amasse,

mi ammanta di stelle la coscienza.

Forse la notte è la vita e il sole la morte. Forse la notte è nulla

e nulla le nostre congetture e nulla gli esseri che la vivono.”

 

 

“Lei si spoglia nel paradiso della sua memoria

lei ignora il destino feroce delle sue visioni

lei ha paura di non saper nominare ciò che non esiste.”

“Figure Amate” Orso Tosco Interno Poesia Editore

“Sulla fiducia ho rinnegato Dio. Sulla sfiducia ho costruito il mio amore irrimediabile.”

Un sentimento che sconfina nella disperazione cerca parole per rileggere la relazione padre figlio.

“Figure amate” (Interno Poesia) è una raccolta poetica che dall’immagine dilatata riesce a circoscrivere l’azione.

È tempo di immergersi nello spazio angusto della malattia, accudirla, redimerla dalla paura di esserne sopraffatti.

Si può “costruire la forma della morte come fosse un luogo”?

Si può attraversarla, sentirne il sussurro che si espande sul corpo come una invasione lenta, inesorabile?

Orso Tosco attraverso un linguaggio che sa alternare figure oniriche a squarci di lucidità offre i suoi versi come un fiume in cui immergersi.

I colori sono o accecanti o smorzati in una vertigine che cresce e diventa marea che travolge e scompone la quieta materia delle nostre certezze.

Dall’incomprensibile ingiustizia di una vita che sta per spezzarsi alle ninne nanne, alla “misericordia della penombra: un attraversare linee immaginate di un Altrove misterioso.

Restano “sorrisi spaventati e bugiardi e rabbiosi”.

Resta una famiglia che sa ancora stringersi per l’addio mentre il tempo è solo il respiro di pochi attimi. Bisogna imparare ad accettare la separazione, affidare all’ultimo abbraccio confessioni d’amore.