“Queste voci mi battono viva” Tiffany McDaniel Atlantide

 

“Ci siamo alzate

E abbiamo toccato i soffitti delle nostre vite”

“Queste voci mi battono viva”, pubblicato da Atlantide, lacerano i nostri sensi, sfiorano i nostri corpi, agguantano la nostra anima.

I versi hanno il ritmo serrato che immediatamente vuole uscire dalla carta per creare con il lettore una magica alchimia.

Frasi che nel costrutto compatto restituiscono un pathos ricco di vibrazioni emotive.

Verbi come punti fermi a chiudere essenza e forma.

Aggettivi taglienti, mai invasivi, come punti necessari per passare sull’altra riva.

Si entra nel Caos primordiale, nel silenzio puro dell’Universo.

Si toccano le fiamme, quelle fiamme che sono “peccato” ma anche redenzione.

Ci affidiamo alle “superfici del mare” e negli specchi confusi dell’azzurro proviamo a ritrovarci.

Sentiamo che quelcosa di immortale si cela come un piccolo fiore, forse un segno, un miraggio, una macchia d’inchiostro.

Parole e immagini in un testo che esalta la interazione profonda dell’Arte e della Poesia.

Ogni pagina merita una meditazione, un pellegrinaggio commosso tra le figure che sentiamo parte di noi.

 

Tiffany McDaniel, vincitrice del “Not the Booker Prize” del Guardian, ha una voce originale, a tratti dilatata ad accogliere il dolore, altre aperta a cogliere il sussurro del mondo.

Una prima edizione mondiale che invita a trovare un nuovo inizio.

 

Agenda Letteraria 8 aprile 2020

“Non so cosa sia la felicità, forse – per definirla – cerco il suo contrario,

ch’è vita ungarettiana d’uomo, vanità del cuore.

Un sasso che non sa d’essere sasso è la felicità?

È pugno che bussa a una tomba, o a un oracolo balbuziente?”

 

Vincenzo Cerami “Alla luce del sole” Mondadori

Agenda Letteraria del 5 aprile 2020

 

 

Tua la mia bocca, amore, sul tuo sapore, la mia vergogna di vivere adesso che ti tocco che ti sfioro e ti corro, come un gatto nella notte rade i muri;

sebbene sappia che nei calcoli d’amore due meno uno dia meno di zero e uno più uno dovrebbe dare uno, benché resti, adesso che vai, il mio cercarti sulla tua pelle, sulla mia lo stillare dei tuoi capelli, è dentro la tua la mia paura di smemorarmi di me.

 

Pierluigi Cappello  “Azzurro elementare”  BUR

Agenda Letteraria del 31marzo 2020

 

“Poi decidemmo di vivere un giorno

e a domandarci il perché degli eventi

incominciammo a solcare veloci stagioni

nella conta degli anni d’un’avventura sempre uguale

vanamente smorzando nel tempo

come girandole inutili smanie.”

 

Carlo Invernizzi  “Impercettibili nientità”  La Nave di Teseo

“Spicchiamo il volo” Donovan Livingston La Nave di Teseo

 

“Per quanto ancora

Ci tratteranno come quote,

Come simboli dentro luoghi comuni?”

Un invito a trovare il nostro passo di danza, quel segno che ci potrà caratterizzare stabilendo la cifra del nostro valore.

“Spicchiamo il volo”, pubblicato da La Nave di Teseo, accompagna il verso breve ad immagini stilizzate.

Brevi interpunzioni, linee e punti che osservati con attenzione portano verso Infinito.

L’approdo è spazio che si flette, si modella e tocca il cielo.

È fantasia senza costrizioni mentre le catene dell’ignoranza pesantemente crollano in un frastuono assordante.

“Salite, afferrate quelle stelle,

Salite ancora, afferratele.

Riempite delle vostre emozioni il Grande Carro,

Lasciate fluire la vostra anima e illuminate

Il mondo.”

Donovan Livingston ci spinge con energia verso la rottura con quella parte che ci costringe a guardare in basso.

Il suo è un appello accorato, la voce del Maestro che insegna la tenacia, la testarda volontà di riflettere anche nei momenti più bui.

“Non siamo fatti per essere ordinari.

Siamo nati per essere comete

Che sfrecciano nello spazio e nel tempo

Per lasciare il nostro segno.”

Se è vero che “il cielo non è limite” non ci resta che provare ad essere galassie in cerca di bellezza e conoscenza.