Agenda letteraria tratta da “Poker a Las Vegas” Giuliano Malatesta 66thand2nd

 

“La giornata tipo di un giocatore di poker, amatoriale o professionista che sia, da queste parti inizia in tarda mattinata, tra le undici e mezzogiorno, tradizionale orario di avvio dei tornei.

Dunque meglio mettere da parte quell’immaginario selvaggio e romantico assieme tramandato dalle sceneggiature novecentesche.

Tavoli notturni pieni di polverosi portacenere, facce da gangster annoiate ma pronte ad azzannarti la gola al primo sgarbo, whisky di primissima qualità e consistenti fascette di banconote da cento di dubbia provenienza che passano con inaudita rapidità da un capo all’altro del tavolo come fossero pacchetti di sigarette.

Roba da selvaggio West, che faceva tanto atmosfera fuorilegge e che era di proprietà esclusiva di texani sporchi e cattivi, molti dei quali arrivati a Vegas per sfuggire a qualcosa o qualcuno.

Ma sempre elegantemente vestiti con «Stetson, camicie ricamate e cravattini di cuoio».