Agenda Letteraria del 27 febbraio 2020

 

 

“La gente mette a nudo la propria essenza con le persone da cui crede di non poter trarre alcun giovamento.”

 

“Mai come in quel momento la mia vita gli sembrò in balìa del vento.”

 

“Voi cosa ne sapete di quello che si prova a sfidare la gravità?”

 

Marilù Oliva “Musica sull’abisso” HarperCollins

“L’angelo di Monaco” Fabiano Massimi Longanesi Editore

“Spesso, nella loro eterna ignoranza delle cose, gli uomini chiamano fine ciò che in realtà è solo l’inizio.”

Siegfried Sauer, commissario criminale della polizia, non si arrende all’idea che la giovane Geli Raubal si sia suicidata.

Ambientato nella Germania degli anni 30, “L’angelo di Monaco”, pubblicato da “Longanesi Editore”, ricostruisce con lucidità e competenza un periodo storico complesso.

Già nell’aria si respira l’atmosfera tesa che come il Föhn, “vento caldo” si insinua con prepotenza nelle strade.

Pochi dettagli fermano l’obiettivo sulla scena del crimine nella casa di un noto personaggio, il tutore legale della morta.

È lui, Adolf Hitler e nella mente del lettore passano veloci troppe immagini.

Ma il romanzo nella concatenazione di nuovi eventi impedisce ogni possibile distrazione.

La narrazione è incalzante, come se la ricerca della verità potesse riscrivere la Storia.

“C’è chi è fatto per la realtà,  e chi è fatto per la finzione”.

Tante le frasi chiave sulle quali fermarsi a riflettere.

È evidente la dicotomia tra ciò che è vero e ciò che viene celato.

Ed è il nascondimento un tema dominante, allegoria di tutti i tempi se non si ha il coraggio di scoperchiare i buchi neri, invasi dalle sterpaglie della menzogna.

Fabiano Massimi nel cimentarsi con il poliziesco non solo offre una struttura narrativa impeccabile.

Sceglie le pause, le accelerazioni, introduce nuovi personaggi, moventi e prove.

Ricostruisce con abilità la personalità della vittima e nel farlo abbassa i riflettori, scherma le luci abbaglianti.

“La Repubblica ha davvero i giorni contati.”

Non mancano i passaggi necessari per coniugare poliziesco a testimonianza.

Un incedere sicuro, dove niente è fuori posto.

“I burattini migliori non seguono la volontà di chi li manovra, ma la anticipano.”

Troppi manichini si muovono spavaldi ma “anche gli sconfitti, prima o poi, trovano voce”.

 

 

 

 

 

Incipit di “L’angelo di Monaco” Fabiano Massimi Longanesi

 

“Nella notte era caduta una pioggia leggera portata dalle prime nubi dell’autunno ormai alle porte, ma all’alba nelle piazze e per le strade della vecchia Monaco si era infilato con prepotenza il Föhn, il vento caldo che a intervalli imprevedibili spirava dalle Alpi a sud della città trasformando anche i giorni più rigidi in ritagli di primavera.”

 

“L’angelo di Monaco” Fabiano Massimi Longanesi

“L’animale più pericoloso” Luca D’Andrea Einaudi Stile Libero

“Il cielo aveva quella limpidezza e quella tonalità di celeste che solo l’alba in quota può avere.”

Immagine che apre spiragli poetici e allevia la spettacolare e tormentata visione del male.

Un male che si incista nella fragilità, si diverte ad inventare una realtà forviante, dilagando come un fiume infetto nella mente di Gert.

“L’animale più pericoloso”, pubblicato da Einaudi nella Collana Stile Libero il 14 gennaio 2020, ribalta la nostra idea di poliziesco dove conta lo svolgimento narrativo.

Luca D’Andrea ancora una volta si dimostra studioso dell’animo, interprete di un disagio comunicativo, geniale scenografo.

“Dora aveva tredici anni e stava scappando di casa perché portava le trecce come Greta Thumberg, perché leggeva un sacco di libri e guardava ancora più documentari”.

L’adolescente incarna un modello culturale che spesso gli adulti non comprendono.

Nella frattura tra le proprie convinsioni e l’incapacità dei genitori di concederle un sogno nasce la ribellione e la tragica necessità di trovare sul web compagni di viaggio.

È commovente la capacità dello scrittore di rappresentare la solitudine delle nuove generazioni e il bisogno di esprimere nei fatti la propria adesione ad un progetto planetario.

A risolvere il caso della scomparsa della ragazzina e a trovare il responsabile di un omicidio una squadra investigativa descritta con maestria.

I personaggi escono dalla carta, imbastiscono monologhi mentali, si scontrano ma certamente conoscono le strategie deduttive che li porteranno alla risoluzione del caso.

Mentre il tempo stringe e la macchina da presa coglie il primo piano di ogni figura un’altra terribile storia penetra come una serpe velenosa.

Sussurra altri drammi, altre condanne subite da donne che hanno avuto la colpa di credere ai sogni.

L’autore scende negli abissi profondi della violenza, mostra volti deformati dall’Errore ma sa tornare ad ammirare il sole.

Da leggere e far leggere per comprendere che il Male spesso nasce da ancestrali memorie.