Angolo Poetico “Brevi scene di lupi” Margaret Atwood Ponte alle Grazie

 

 

“Ora sono adulta e alfabetizzata,

e siedo sulla mia sedia placida come un fuso

e si incendiano le giungle,

il sotto- bosco si fa pesante di soldati,

i nomi sulle mappe complicate salgono in fumo.”

 

 

“È pericoloso leggere i giornali.

Ogni volta che batto un tasto

su questa macchina elettrica

per parlare di un placido albero

esplode un altro villaggio.”

 

 

“Vivere in prigione è vivere senza specchi.

Vivere senza specchi è vivere senza sé.

Lei vive oltre sé stessa,

trova un buco nel muro di pietra

e dall’altra parte del muro una voce.

La voce arriva attraverso il buio e non ha un volto.

Questa voce diventa il suo specchio.”

Angolo Poetico “Tu fata dagli occhi di velluto” Baudelaire Ponte alle Grazie

 

 

“Amata indolente,

come mi piace osservare la pelle del tuo corpo bellissimo

che riflette la luce come un pezzo tremolante di stoffa!”

 

 

“Come un flutto ingrossato dallo sciogliersi di ghiacci scricchiolanti,

quando l’acqua dalla bocca ti risale su fino ai denti,

a me pare di bere un vino amaro potente che viene di Boemia,

un cielo liquido che mi dissemina di stelle tutto il cuore.”

 

 

“Madre dei ricordi amante tra le amanti,

sei tutti i miei piaceri, tutti i miei doveri!

Certo ti ricorderai la bellezza delle carezze

la dolcezza del focolare l’incanto delle sere,

madre dei ricordi amante tra le amanti!”

Agenda Letteraria 3 agosto 2020

 

 

“Attraverso di me molte voci a lungo silenziose,

voci delle interminabili generazioni di prigionieri e di schiavi,

voci degli ammalati e disperati e di ladri e nani,

voci dei cicli di preparazione e di accrescimento,

e dei fili che congiungono le stelle,

e dei grembi e della sostanza paterna,

e dei diritti di coloro che gli altri calpestano.”

 

“Contengo moltitudini”  Walt Whitman  Ponte alle Grazie

“Gli affamati” Mattia Insolia Ponte alle Grazie

 

Paolo e Antonio: nell’unione sbilenca tra fratelli si accuccia e cresce il dolore di troppe rinunce.

Un paese che non offre prospettive, sfocata immagine di un Sud raggomitolato su se stesso.

Il ricordo ossessivo di un padre violento che ha segnato profondamente non solo iĺ passato.

Una madre che ha preferito fuggire lasciando un vuoto con un retrogusto amaro.

“Gli affamati”, pubblicato da Ponte alle Grazie, è affresco di una generazione che non ha diritto ai sogni.

È lo sbandamento emotivo che porta a gesti inconsulti.

Il bisogno di essere visibili, amati, desiderati.

Il tormento di sentirsi diversi e l’incapacità di vivere appieno i moti interiori.

L’inutile tentativo di dimenticare, scansare i giorni troppo uguali.

Mattia Insolia scrive un romanzo dalle tinte forti costruendo una griglia di immagini.

Racconta la vertigine e la perdizione.

Rende viva la rabbia, le offre un volto deformato.

Pochi tratti come pennellate dove il colore dilaga sulla tela lasciando impronte che si trasformano in pozze di disperazione.

La solitudine è madre e matrigna, consigliera spudorata e amante fedele.

Un crescendo che crea vortici di vento mentre l’abbraccio può essere morsa,  vincolo che non conosce limiti.

Lo scrittore ha il coraggio di sfidare tanti fantasmi e ne esce vincente.

Nell’incipit e nel finale i due estremi si toccano e forse finalmente ci sarà pace.