“Quel prodigio di Harriet Hume” Rebecca West Fazi Editore

“Di tutte le donne che aveva conosciuto lei era la più eterea.

Amarla era come avvolgersi in una lunga sciarpa di puro spirito.

E tuttavia, per quel che concerne l’amare, com’era umana!”

“Quel prodigio di Harriet Hume”, pubblicato da Fazi Editore, è una commedia divertente che smonta con grande intelligenza il modo di amare.

Due personaggi si cercano e si allontanano, si attraggono e si respingono.

Colpisce fin dalle prime pagine Harriet Hume perché ha un aurea misteriosa.

Del suo passato non sappiamo nulla, possiamo immaginare origini povere.

È una figura che sembra uscire dal romanzo gotico e nel suo incedere intuiamo qualcosa di speciale.

Riesce a leggere i pensieri del suo uomo e ad interpretarli con ironia.

Ama la musica, coltiva e trasmette una continua capacità di meravigliarsi.

Vive il prodigio come fosse la normalità.

Arnold Condorex è ambiguo e opportunista. Accetta il compromesso pur di raggiungere i suoi obiettivi.

“Ma un uomo deve farsi strada nel mondo!

Santo cielo, lei non lo capiva!

Un uomo deve farsi strada nel mondo!”

Rebecca West ancora una volta ha il coraggio di svelare le ipocrisie del suo tempo, gli intrighi e le manipolazioni, l’ambizione di far carriera a tutti i costi.

Ma questo è solo il primo strato del romanzo.

L’autrice non si limita a narrare un periodo storico.

Smaschera i perversi sentieri dell’animo umano e la sua protagonista è angelo e demonio, voce della coscienza e tenera amante.

È seduzione e perdizione, purezza e conoscenza.

È  ribellione alla condizione femminile di madre e moglie.

Libertà di poter esprimere la disapprovazione verso una società corrotta.

Luce nel buio di un mondo infangato dall’ossessione di primeggiare.

È il miracolo e il mistero, la saggezza e la disobbedienza, la maga e l’inquisitrice.

Un testo provocatorio e originale, dissacratorio e introspettivo.

Nel ribaltamento di ruoli del finale c’è la prova che a dominare è sempre la mente.

Tutto il resto è solo rappresentazione sbiadita della realtà.