“Queste mille colline” A. B. Guthrie Mattioli 1885

 

“A ovest si scorgevano le montagne che avevano superato, viola e argento sotto la luce della luna.

Il nord e l’est erano una lunga striscia di terra splendente che conduceva allo Shonkin, al Musselshell e altre catene forse ancora senza nome.

Sentì un brivido percorrergli la schiena, non per il freddo, un brivido di piacere piuttosto.”

La percezione di una pace interiore, il ricongiungimento con il Creato, il respiro del tempo: solo alcune sensazioni provocate da “Queste mille colline”, pubblicato da Mattioli 1885 e tradotto da Nicola Manuppelli.

Un classico intramontabile per la qualità della scrittura e per lo stile asciutto.

Conclude un epopea western inserendosi nella tradizione letteraria nord americana ma apportando una ventata di novità.

Seguiremo Lat Evans nel suo percorso evolutivo, apprezzemo la scelta meditata di lasciare la famiglia e provare a seguire un nuovo destino.

Lasciare l’Oregon significa tagliare i ponti con le certezze affettive, sfidare le proprie capacità.

Unendosi a Mr Butler e ai suoi uomini imparerà a misurarsi con l’avventura.

Le mucche e i cavalli diventeranno compagni e bisognerà avere tempra forte per domarli.

Tanti i personaggi che faranno parte della sua squadra.

Ognuno, nel bene e nel male, lo aiuterà a discernere, a prendere decisioni autonome.

“C’erano questi suoni e sopra di loro il silenzio, anch’esso sonoro, una sorta di tintinnio nelle orecchie, che poteva essere il suono stesso del tempo o della distanza o del vento intorno alla luna.

Oppure il mormorio della preghiera di persone care e lontane, troppo spesso dimenticate.”

A. B. Guthrie ha una scrittura visiva, lancia lampi di luce che illuminano il paesaggio, ama la sua Terra e sa raccontarla.

Fa respirare ogni anfratto, ogni montagna come fosse materia viva.

Compie un’impresa che ha il sapore di una ritrovata umanità.

Riesce a farci percepire il conflitto dell’uomo di fronte alle avversità.

Regala dialoghi brevi ed essenziali dove basta poco per trasmettere un messaggio.

“La luna era bassa e le stelle erano uscite dai loro nascondigli, splendenti fori di spillo, distanti e fredde.”

In questa atmosfera è facile lasciarsi trasportare in alto e sentire la beatitudine di una spiritualità che è incontro ed esperienza.