“Questo è il piacere” Mary Gaitskill Einaudi Editore

Quin estroverso, pronto ad aiutare gli altri, convinto di essere profondo conoscitore della Natura umana.

Le sue amicizie femminili lo spingono sempre verso un’eccessiva confidenza verbale.

Un personaggio che non riusciamo a definire, forse ambiguo ma convinto di essere in buona fede.

Intrattiene relazioni che sono sempre a limite tra il detto e il non detto.

“Questo è il piacere”, pubblicato da Einaudi e tradotto da Maurizia Balmelli, è un racconto inquietante,  costringe a prendere posizioni.

Tante delle donne che gli erano state accanto  firmano una petizione “che era circolata in rete all’infinito, rilasciato interviste, preteso che Quin venisse licenziato, chiesto i danni, minacciato di boicottare qualunque azienda si fosse azzardata ad assumerlo.”

Quali le colpe?

Mary Gaitskill semina indizi ma lascia nel dubbio.

Frammenta episodi, mette a confronto la voce del protagonista con quella di una cara amica, Margot.

La reazione di entrambi pone a confronto le due sensibilità differenti.

“Come farà una donna a conoscere un uomo?”

Saprà comprendere quando finisce il gioco e inizia la discesa in un territorio troppo intimo e quindi invalicabile?

L’autrice non accusa e non condanna, rappresenta una società che non sa più confrontarsi con gli altri.

Non si descrivono violenze fisiche ma di stupro psicologico si tratta.

Ingerenze eccessive, frasi allusive, gesti esagerati.

Resta un interrogativo, qual è il limite tra la difesa della propria dignità e l’eccessiva paura di essere aggrediti verbalmente?

In tempi di #MeToo questa provocazione ci voleva.