“Novena” Marco Marrucci Racconti Edizioni

 

Marco Marrucci riesce a spiazzare il lettore proponendo itinerari che sembrano inverosimili.

Le storie proposte in “Novena”, pubblicato da Racconti Edizioni, sono tutte diverse per stile e impianto narrativo.

Possono essere simili a sogni, narrare episodi reali, frugare nella fantascienza.

Gli incipit non sono mai indicativi, sfuggenti o molto realisti, si sviluppano in maniera autonoma rispetto alla trama.

L’autore gioca molto sull’effetto sorpresa del finale divertendosi a piazzare effetti sonori e visivi che amplificano le percezioni.

Ricorre spesso una “fioritura aliena”, un’incidentale che rappresenta la struttura del racconto.

L’effetto “sorpresa” si dilata nel finale dove tutto è possibile, si mescolano le carte ed emerge l’imprevedibile.

Luoghi che sembrano usciti dalla fantasia di un disegnatore post moderno, spazi che si avviluppano su sè stessi, labirinti senza vie d’uscita.

Presenze oscure, fantocci senza anima, forse semplici suggestioni creano scenari gotici.

In “Non lo dirò a nessuno” c’è una cesura stilistica.

È la vendetta ad essere protagonista e l’uomo è burattino nelle sue mani.

“Ho fatto ciò che avresti fatto anche tu se non fossi un uomo impastoiato nelle buone maniere, nel dogma della sopportazione universale, nella paura delle conseguenze.”

C’è uno spostamento verso una lettura morale dell’esistenza.

Vengono ribaltati i canoni dell’equilibrio e si instaurano nuove leggi dove non ci sono regole scritte.

Si percepisce la paura di chi deve affrontare l’ignoto, ma nella battaglia con sè stessi vince sempre la curiosità.

Molto curata la scrittura con guizzi di raffinatissimi esercizi sintattici.

“Un incalcolabile tempo di cecità gli sgocciolò addosso.

Lui esistette come disincarnato fino a quando un frettoloso scalpicciare tamburò sulle mattonelle lí vicino.”

Da leggere per affrontare un mondo alternativo nella certezza che cambieranno le prospettive abituali.

“Neroconfetto” Giulia Sara Miori Racconti Edizioni

 

“Neroconfetto”, pubblicato da Racconti Edizioni, è un’esperienza letteraria che sa spiazzare il lettore.

Riesce a metterlo di fronte ai propri buchi neri attraverso il tranello di una trama che solo in apparenza sembra stabilizzante.

Mogli, madri, amici in quadretti familiari che improvvisamente virano verso un punto di non ritorno.

Perfetti stilisticamente i racconti sanno dosare con intelligenza i colpi di scena che arrivano puntuali.

Brillanti e molto veloci i dialoghi, ottima la scelta delle coreografie.

Che sia una casa, una città, una stanza poco importa, qualcosa di straniante crea una sospensione, quasi un avvertimento.

La capacità di creare lunghi monologhi dove la ripetitività della frase è punto di forza è certamente un esercizio creativo raffinato.

Si gioca molto sulla dimensione psicologica deviata, sul bisogno di riconoscersi nell’altro.

Quando si arriva al bivio la tensione emotiva ha raggiunto l’apice ed ecco che il finale è una inattesa rivelazione.

La relazione con la figura materna scandaglia una invadenza che diventa sintomo di un malessere.

La possessività, la necessità di proteggere portano ad una affettività perversa.

Giulia Sara Miori sa manipolare la parola e le emozioni.

Nella sua prosa si coglie la sperimentazione delle atmosfere gotiche in chiave moderna, il ritorno al racconto orale della sua Sicilia, la brillante interpretazione delle ossessioni che animano l’esistenza.

Un mix di contaminazioni è la carta vincente di una scrittrice con una creatività esuberante, pronta a stupire senza cedere alla tentazione di effetti speciali.

Sceglie quel solco dove il mistero può insinuarsi con facilità.

Una prova eccellente da leggere cercando di cogliere quel segreto turbamento che l’autrice sa regalarci.

 

“Guida alla notte per principianti” Mary Robison Racconti Edizioni

 

“Era proprio da lui.

E anche da me.

Non avevamo la pazienza di apprendere.

Noi le cose le attraversavamo di corsa: dischi, libri – mai uno intero, mai niente dall’inizio alla fine.

Tutto quello che poteva tornarci utile durante una conversazione lo ricavavamo dai programmi tv e dai film.

L’unica ragione che ci spingeva ad approfondire una certa questione era per aver qualcosa su cui blaterare – con chi poi non si sa, visto che eravamo soli come cani.”

“Guida alla notte per principianti”, pubblicato da Racconti Edizioni e tradotto da Sara Reggiani, è la replicazione di attimi che possono essere decisivi.

Si guarda in controluce la quotidianità dei personaggi e si trova il punto di non ritorno, il momento in cui si coglie la vacuità dell’esistente.

Ogni racconto parte con una scrittura lineare affidandosi ad una descrizione minuziosa degli esterni e degli interni.

Le luci sono moderate, le voci risuonano nell’essenzialità del verbo.

I dialoghi sembrano incidentali ma rappresentano raggi che si estendono in una dinamica espressiva colloquiale.

Le figure narrate sono asteroidi in un mondo che parla un’altra lingua.

Persi nelle minuzie dell’oggi prendono le distanze dalla società.

Mary Robison compone quadretti familiari scomposti, dove non conta l’armonia ma il grado di sincerità raggiunto.

In alcune storie si sente una lieve malinconia subito attutita da un pensiero furtivo che allontana dalle problematiche reali.

Nell’evoluzione della narrazione non esiste un unico finale ma infiniti possibili itinerari immaginifici affidati al lettore.

Capita di sentirsi catapultati in un non senso e perdersi diventa un gioco divertente.

Sentire la leggerezza di una parola molto curata ma non costruita, libera dalle trappole di stili o generi.

Essere sorpresi ed è questa la magia del testo.

Niente è scontato, le traiettorie mentali si dispiegano nel cielo limpido del possibile e dell’impossibile.

Una sfida ad un certo tipo di letteratura americana molto legata all’appartenenza, al luogo come simbolo, all’introspezione come obbligo.

Bellissima la postfazione di Rossella Milone che sottolinea ”

la relazione confidenziale tra l’autrice e le parole, e il modo in cui colloca le parole nel narrato, rendono i suoi racconti delle visioni.”