“Onori” Rachel Cusk Einaudi Stile libero

“Cos’altro è la storia se non memoria senza dolore”?

Potrebbe intitolarsi “Incontri” il romanzo di Rachel Cusk perché in “Onori”, pubblicato da Einaudi nella Collana Stile Libero, sono tante le figure che sviluppano la trama.

Una struttura narrativa che si ramifica in tante propaggini che partono tutti dallo stesso albero: quello della confidenza.

Uscire dal segreto che si mantiene spesso per convenienza o semplicemente per paura e mostrare le proprie fragilità.

È nel modo di raccontarsi che ogni personaggio ha una sua vera identità come se  la parola sia l’unica a poter colmare la distanza tra il sé che si mostra e il sé più vero.

Tutti, pur partendo da esperienze diverse, sono acccomunati da quella solitudine che li costringe a sentirsi nella parte sbagliata del mondo.

“Soltanto quando è troppo tardi per fuggire si capisce di essere sempre stati soli”.

La scrittrice ci mette alla prova invitandoci a cogliere nei tanti monologhi che propone il travestimento, il distacco dal quotidiano.

Un lavorio che coinvolge la mente e non il corpo, che isola e allontana.

Come in “Resoconto” e in “Transiti” “è con il senso di spaesamento che si sviluppa una vera intimità.”

È in questo momento sublime che si crea la letteratura e non e casuale che anche i luoghi descritti abbiamo una circolarità, un colore scuro, una dimensione a volte paradossale.

Interessante la visione dell’universo editoriale nella relazione con il lettore, il traduttore e lo scrittore.

In questo ultimo romanzo l’autrice riesce ad intrattenerci giocando a nascondere tracce della sua vita.

Ed ecco che il testo esce dai canone della narrativa per introdurci nella sfera privata.

Una confessione? Forse, ma certamente c’è anche il bisogno di non tracciare confini netti tra finzione e verità.

Anche noi veniamo trasportati, sollevati, pronti ad osservare dall’alto un panorama che solo la scrittura può rendere ammaliante.