“Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata” Raphael Bob – Waksberg

Raphael Bob – Waksberg conosce bene l’arte scenografica e lo dimostra in “Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata”, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto Marco Rossari.

Racconti perfetti dove la parola stigmatizza una filosofia esistenziale.

Nella diversificazione dei contesti sanno mantenere più fili conduttori che si intersecano in una ideale cattedrale fantasiosa.

Dietro la specificità simbolica i significati sono infiniti e anche nei momenti narrativi fortemente surreali c’è un equilibrio spazio temporale e ci si trova all’interno di una realtà sdoppiata.

Quale la verità e quale la sua sublimazione è impossibile stabilirlo.

C’è un crescente bisogno di raccontare la quotidianità alterandone i contorni e creando un pamphlet esagerato.

L’organizzazione del matrimonio diventa una farsa con forti accenni sarcastici e le invenzioni rituali sconfinano nel territorio della destrutturazione di modi e usi borghesi.

“Mi sono un pò innamorato di te, in quel modo sciocco che capita quando costruisci tutta una versione fittizia della persona che stai guardando e ti innamori di quella persona.

Eppure sono convinto che in quel momento è successo qualcosa.”

Un amore senza parole che dura sessant’anni e il vagone ferroviario è emblema di un viaggio che non ha termine.

La difficoltà nella scelta del partner in “una città piena di trappole.”

New York soffocante, invadente, sfugge ad ogni classificazione.

Mortifica la relazione, diventa luogo della volubilità e del fallimento.

È esaltante varcare l’Anti – Porta e trovarsi negli di possibilità opposte.

“Non è quello che facciamo a renderci ciò che siamo.

È quello che non facciamo a definirci.”

Una visione filosofica diretta che arriva quando non ce lo aspettiamo.

È questa sorpresa continua, l’incedere tra parentesi, l’accumulo di sorprese e di effetti speciali a rendere il testo davvero unico e speciale.

Il “Catalogo dei pranzi con la persona che ti ha scaricato”, la paura di pensare troppo, il viaggio “sperando che la Tristezza non ti trovi” sono pedine di una scacchiera molto insolita.

Non importa chi vince e chi perde, essenziale è vivere con leggerezza.

Le pagine dedicate all’amore sanno essere emozionanti e al contempo taglienti.

Gli infingimenti sono banditi mentre le banalità affettive vengono sostituite dal disincanto.

Bellissimi gli elenchi puntati, compongono un aforismario variegato, essenziale, realizzato in seguito a lunghe meditazioni.

“Le persone si dividono in due tipi, pensava: quelle che non vuoi toccare perchè hai paura che si spezzino e quelle che non vuoi toccare perchè hai paura che ti spezzino.”

Un libro come compagno nelle notti in cui tutto sembra un gigantesco inganno.