“La casa di Fripp Island” Rebecca Kauffman SUR

 

 “Un francobollo di terra coperto da una vegetazione lussureggiante con ogni sfumatura di verde inimmaginabile, dal quasi giallo al quasi nero.”

Un’isola accoglie Lisa, l’amica Poppy e le loro famiglie.

Dovrebbe essere una vacanza come tante tra sole, spiaggia, chiacchierate.

“La casa di Fripp Island”, pubblicato da SUR e tradotto da Alice Casarini, mostra fin da subito le differenze economiche e sociali dei due gruppi.

Il lettore è attento a seguire questo percorso narrativo ma con Rebecca Kauffman non ci sono certezze.

La sua è una letteratura viva, piena di contrasti cromatici, di storie, di incontri.

Ha una versatilità innata a far convergere la tensione narrativa su uno o più assi speculari e quando il pathos ha raggiunto l’apice, con una mossa plateale, la scrittura devia verso altri orizzonti.

La relazione di coppia viene osservata al microscopio con leggerezza e occhio acuto.

Emergono attriti, passi falsi, piccoli e grandi segreti.

I figli vivono nello stupore estatico di un tempo che sta per finire.

L’infanzia è corsa ad ostacoli con il cuore che pompa energia verso il miraggio dell’adolescenza.

Ad un miraggio sono legati tutti i personaggi, ognuno sperando che si accenda una nuova luce.

Che sia passione o desiderio poco importa, può coinvolgere i sensi o la mente.

Questo rovello che attraversa tutti spinge verso un finale che comprende tutte le parole non dette.

Il mare accoglierà un messaggio che avrebbe potuto essere l’urlo di figlia ed è solo un canto muto.

Infinite le simbologie per chi ama una lettura psicoanalitica ed il testo sfilaccia non solo i nuclei familiari.

Mostra quanto si vuole perdere nel gioco della vita, quali costi pagare per salvare un amore.

Invita a credere che il dolore sa essere sublime e che basta un istante e l’universo può aver “rivelato tutti i suoi segreti, mostrato le sue carte e aperto il sipario.”

Un romanzo che sa coniugare l’incanto del paesaggio, le tinte forti degli istinti e la dolcezza di una parola melodiosa, ipnotica, straordinaria.

 

 

 

 

 

“La casa dei Gunner” Rebecca Kauffman SUR

 

 

Un’amicizia nata con la spontanea esigenza dell’infanzia di condividere lo stesso pezzo di cielo.

Sei bambini riescono a costruire un loro mondo e leggendo “La casa dei Gunner” ne sentiamo le risate, i bisbigli, le parole sussurrate.

Assistiamo alla loro crescita e al cambiamento. Qualcosa si frantuma perchè una nube ha offuscato l’innocenza.

Sally si allontana dal gruppo senza un motivo e quel silenzio, quell’assenza creano il vuoto.

Ognuno ha bisogno di sperimentare se stesso, di superare in fretta l’adolescenza.

A distanza di anni, alla morte di colei che per prima ha saltato il fosso ed è entrata in un tempo diverso, i 5 adulti si riincontrano.

È tempo di comprendere e svelare, di affrontare il passato a viso aperto.

Un fiume di parole e di storie si intrecciano ed é come se i labirinti dove nascondersi crollino tutti insieme.

È l’abbandono di ogni difesa, di ogni pudore.

È l’unione che si consacra sull’altare di verità scomode.

Su tutti pesa il senso di colpa per quello che si è stati, per le frasi non dette.

Si scopre una sotterranea rete di segreti e nella concitatata necessità di confidarsi si esprime la vera amicizia.

Quella che non ha bisogno di conferme quotidiane perchè ha radici profonde.

Rebecca Kauffman scrive un romanzo a più voci con un’intensità lirica a volte straziante.

Riesce con la scrittura che sa cambiare di tonalità a registrare anche i pensieri più intimi.

Sappiamo che ci condurrà negli spazi desolati della solitudine, ci farà assaporare la paura di crescere, ci farà percepire i tanti strati interiori dei suoi personaggi.

Tutti indimenticabili  perchè veri, capaci di accettare gli errori, pronti a mettersi in discussione.

Generosi, sensibili, doloranti, uniti dal senso di fraternità.

Di ognuno di loro resta l’eco di una riflessione o di una confessione perché è a noi lettori che si rivolgono e le loro vite sono la testimonianza di un percorso di consapevolezza dal quale nessuno può sottrarsi.