“L’offesa” Ricardo Menéndez Salmón Marcos y Marcos Editore

 

“Il mondo era un teatro di comizi e rumore avvolto nel cellofan piacevole della velocità, della precisione, della meccanica della seduzione.”

La propaganda nazista trasforma la Seconda Guerra Mondiale nel teatro del potere e della mistificazione.

In questa atmosfera menzognera il protagonista di “L’offesa”, pubblicato da Marcos y Marcos Editore e tradotto da Claudia Tarolo, dovrà sventare l’inganno.

Kurt Crüwell è un giovane semplice, sarto e appassionato di musica.

Quando al compimento del ventiquattresimo compleanno viene reclutato non sa ancora che “l’orrido mostro della storia” lascerà segni perenni all’umanità.

Assistiamo al momento della rivelazione quando un atroce evento mostrerà il vero volto della sanguinaria sfida che la Germania ha lanciato.

“Di fronte alle aggressioni del mondo, il corpo si tutela.”

Pagine sublimi nelle quali scorre la linfa di un infinito dolore.

L’uomo è solo di fronte all’abisso della barbarie, e per proteggersi dimentica se stesso.

Perde la sensibilità, stacca mente e corpo.

“Può un corpo distaccarsi dalla realtà?

Può un corpo, di fronte all’aggressione del mondo, di fronte alla brutalità del mondo, di fronte all’orrore del mondo, sottrarsi alle proprie funzioni, rifiutarsi di continuare ad essere corpo, sospendere le proprie facoltà?”

Ricardo Menéndez Salmón scrive un’opera di denuncia meravigliosa.

Non si serve di frasi retoriche ma racconta cosa significhi vivere e comprendere la brutalità umana.

Sceglie un personaggio qualunque, non un eroe, perché questo siamo.

Fragili canne al vento quando le tempeste della Storia si insinuano nelle nostre vite.

Sarà necessario imparare l’alfabeto dell’amore e della condivisione quotidiana per riprovare a camminare a passo stentato verso il futuro.

Nessuno potrà cancellare quello che gli occhi hanno memorizzato, niente potrà restituire l’innocenza perduta.

Esiste però un “sacro scampolo di vita” al quale ci si aggrappa.

Un romanzo che con lucidità ci regala “quel minuto tremendo in cui ogni uomo deve fare i conti con l’eternità o con il puro nulla.”