“Piccolo atlante delle disuguaglianze” Edizioni Clichy

 

“Il pianeta è popolato da poco meno di otto miliardi di persone.

Almeno la metà di queste sono il proletariato del nostro tempo.

Le loro condizioni peggiorano ogni giorno, in tutte le variabili dell’esistenza: acqua, cibo, igiene, possibilità economiche.

Inesorabilmente, le condizioni di pochi, sempre meno, migliorano esponenzialmente.”

In “Piccolo atlante delle disuguaglianze”, pubblicato da Edizioni Clichy, viene analizzato lo squilibrio economico, culturale e ambientale.

Ogni capitolo analizza un aspetto degli effetti del “capitalismo finanziario.”

Scopriremo che la più bassa speranza di vita è quella degli abitanti della Sierra Leone.

La distribuzione della proprietà delle terre, il numero di medici per abitante, i tragici dati della sottoalimentazione, le disparità tra zone rurali e zone abitate delineano la mappa di una spaventosa frattura tra ricchi e poveri.

Il libro è accompagnato da statistiche e dati affidabili, utili a comprendere quanto il potere finanziario continui a creare sacche di povertà.

I paesi più connessi, la distribuzione della ricchezza mondiale, i danni causati dai cambiamenti climatici: non solo numeri ma una accurata riflessione sulle cause di tanta discriminazione.

La pena di morte, il carcere, la parità di genere sono altri tasselli di un puzzle dai colori differenti.

Che fare?

Cosa chiedere ai governi?

Quali strategie collettive ed individuali saranno piccoli semi per il cambiamento?

Un testo da commentare nelle classi o in famiglia perchè oggi più che mai è importante dare ai nostri giovani la possibilità di conoscere, ragionare e scegliere modelli di vita sostenibili.

 

 

 

Agenda Letteraria 4 agosto 2020

 

 

 

“Per cominciare a entrare nella mentalità dei greci e nella loro idea dell’amore, bisogna partire da una considerazione: per loro, gli dèi erano diversi dai mortali solo perché, oltre ad avere alcuni poteri in più, vivevano in eterno.

Per il resto, erano identici: avevano gli stessi comportamenti (non sempre encomiabili) e gli stessi difetti di qualunque mortale.

A denunciarlo ai suoi concittadini, all’interno della sua critica al sistema educativo greco, fu Senofane.”

 

“Gli amori degli altri”  Eva Cantarella LaNave di Teseo

“Elogio della rabbia” Salvatore La Porta il Saggiatore

Siamo schiacciati da “un nodo di preoccupazioni irrisolte, aspirazioni frustrate”, desideri irrealizzati.

Riversiamo sugli altri insuccessi e insoddisfazioni, chiudendo le porte delle nostre case a tutto ciò che può aggredire finte sicurezze. Viviamo oppressi da un rancore sordo che intossica il quotidiano. Cerchiamo nei più deboli il nemico sul quale scaricare frustrazioni e paure.

“Elogio della rabbia”, pubblicato da “Il Saggiatore” è un’analisi lucida sul presente, una guida per uscire dal labirinto di un sociale che si sta avviluppando su se stesso.

Dalla vita privata, alle famiglie diventate prigioni, all’amore come ossessione, Salvatore La Porta non trascura l’attenta osservazione delle cause e dei responsabili di questa follia collettiva.

Il ruolo delle religioni e dei poteri sovranisti, la dipendenza da un “like” sui social, il falso controllo dei propri sentimenti dipingono un fondale inesistente, “dai tratti grotteschi, una quinta da teatro popolare”.

La realtà non si può capovolgere soffocando l’ira e il risentimento.

Oggi viene emarginato “chi si ferma a pensare”, chi riesce a provare pietà per i tanti morti nel Mediterraneo.

Si sta rischiando di diventare disumani e allora?

È tempo di vivere avendo cura degli altri, imparando ad “educare la nostra ira”, a trasformarla in pensiero positivo.

Solo così sarà possibile “costruire un posto dove vivere in cui ci siano meno ingiustizie, dove i potenti abbiano uno sguardo meno impunito.”

“Il libro dei libri proibiti” Edizioni Clichy

 

Perchè i libri nei secoli sono stati proibiti?

“Perché la cosa più pericolosa per il potere è il pensiero, e il pensiero che viene espresso con la voce puoi limitarlo, o anche fermarlo eliminando o segregando chi lo esprime.

E comunque appena pronunciato quel pensiero non c’è più, sono parole, come il vento che passa e chissà dove va.

Ma il pensiero scritto non sparisce: rimane ed è difficile controllarlo”.

“Il libro dei libri proibiti” è un testo prezioso perchè ci fa riflettere sul rapporto tra libertà e letteratura.

Propone “nomi, cognomi, titoli e soprattutto date”.

Un lavoro approfondito che permette di costruire una mappa che analizza il fenomeno non solo dal punto di vista storico ma anche geografico.

2000 anni di censure partendo da “Gli Annales” a “Paradiso” di Tony Morrison nel 2019.

Si resta stupiti leggendo che sempre nel 2019 dalla Biblioteca Escolar Taber di Barcellona fu considerato testo pericoloso “Cappuccetto Rosso”.

Poco più di ottocento autori proibiti vengono citati in rigoroso ordine alfabetico.

Qualche esempio? Balzac, Barthes, Camus, Machado.

Un capitolo è dedicato ai “premiati proibiti”, da Beckett a Yeats.

Riprendiamo fiato e cerchiamo di scoprire quali testi sono stati dati alle fiamme.

Un dolore profondo ci invade ed è come dover assistere impotenti ai tanti roghi.

Sentiamo l’acre odore di bruciato e il crepitio delle pagine che si accartocciano.

Nel 1358 a. Cr, il faraone Akhenaton distrugge la biblioteca di Tebe. Una perdita irreparabile perché non si salva nessun manoscritto.

Il 1933 nella Germania nazista non c’è scampo per autori come Brecht, Mann, Proust.

L’impegno degli attivisti di “The Book Fools Bunch” è impagabile.

Una ricerca che ricostruisce con precisione la brutalità di chi in ogni tempo pensa di fermare le nostre menti.

Non permettiamolo e difendiamo lo spirito critico e la conoscenza.

 

 

 

“Tutto quello che non ho imparato a scuola” Erling Kagge Einaudi Stile Libero

“La natura ha un suo linguaggio, un suo bagaglio di esperienze e una sua intelligenza.”

Non siamo più capaci di ascoltarne le voci, di sentirne le vibrazioni e “Tutto quello che non ho imparato a scuola”, pubblicato da Einaudi Stile Libero, ci riconcilia con l’ambiente, con noi stessi e con gli altri.

“Sentire sulla pelle il sole, la pioggia, il vento, il fango e l’acqua.”

Viene voglia di trovare entusiasmi nuovi, di non rinunciare ai sogni, di non perdere le occasioni che la vita ci propone.

Suddiviso in capitoli il testo è il compagno ideale per scalare le montagne metaforiche del vittimismo e della noia.

Ad accomparci è Erling Kagge. Zaino in spalla e forza di volontà. Si parte.

Preparatevi a sentire la vertigine dell’altezza prima di arrivare ad ammirare l’Everest, la sacralità del silenzio in Antartide, la percezione del gelo che penetra nel corpo.

Non aspettatevi un libro di viaggi anche se non mancheranno le avventure.

Rifletterete sul concetto di responsabilità, di destino, di ottimismo.

Imparerete ad accettare il fallimento, a non scegliere la via più facile.

Seguirete il  ragionamento filosofico di Kant, Pascal, Socrate e nelle frasi scelte dall’autore troverete tante risposte.

“Io credo che i sogni e la curiosità per il mondo che mi circonda siano ciò che dà un senso alla mia vita, ovunque mi trovi e qualunque sentiero io scelga di percorrere.”

Pagine che danno sollievo, offrono la certezza che si deve sempre cercare di scegliere liberamente.

 

“Il sentimento della letteratura” Julio Cortázar SUR Edizioni

 

“Scrivo per difetto, per dislocazione; e siccome scrivo da un interstizio, non faccio che invitare gli altri a cercare i propri e a guardare, attraverso questi, il giardino in cui gli alberi hanno frutti che ovviamente sono pietre preziose.”

I due saggi raccolti in “Il sentimento della letteratura”, pubblicato da SUR, invitano a chiedersi quali relazioni intratteniamo con essenza e apparenza.

Come percepiamo e leggiamo la realtà?

Riusciamo a sentirci su una scala che ci permette di cogliere tutte le sfumature del quotidiano?

Julio Cortázar raccontando l’infanzia e l’adolescenza ci fa riprovare il brivido di sentire il turbamento dell’immaginario, la gioia dello straniamento.

È in quel territorio che il fantastico diventa il regno del possibile, la laguna libera da codificazioni.

“Rayuela (Il gioco del mondo) è per certi versi la filosofia dei miei racconti, un’indagine su quello che, nel corso di tanti anni, ha determinato la loro materia o il loro impulso.”

Lo scrittore ha un palese disagio nei contronti dei critici che con superficialità hanno standardizzato la sua scrittura.

Le sue sono illuminazioni, esplosioni creative, giochi di specchi.

Si entra e si esce dalle sue opere senza seguire una logica, si respira la moltiplicazione e la sottrazione del senso.

Le porte sono infinite e “le grosse sorprese ci aspettano dove abbiamo finalmente imparato a non sorprenderci di nulla.”

Coraggio, mettiamoci in viaggio e proviamo a rompere gli schemi stabiliti.

 

 

 

“Breviario per un confuso presente” Corrado Augias Einaudi Editore

“Ho vissuto molta parte del mio tempo leggendo e scrivendo.

Quelli che riporto sono alcuni dei libri sui quali mi sono formato o che ho utilizzato per tenere il passo.”

“Breviario per un confuso presente”, pubblicato da Einaudi Editore, si legge con emozione perchè è testimonianza di vita.

Osservazione di cause ed effetti, analisi dei mali della nostra epoca, amore per la Conoscenza.

Si coglie il desiderio di regalare al lettore più chiavi per comprendere passato e presente, per non fermarsi alle voci dei media, per non cedere di fronte al disorientamento culturale.

Ogni capitolo introduce una tematica che si sviluppa dando spazio al ragionamento.

Non ci sono dogmi ma interrogativi che vengono colmati grazie all’esperienza e allo studio.

Una tessitura filosofica, antropologica, storica che compone un ipertesto ricco di citazioni e di collegamenti.

Non un’erudizione fredda ma un aricolato e passionale bisogno di comprendere il nostro tempo.

“Dove la partecipazione manca, in genere vincono i lupi.”

Un invito ad esserci, a non rimanere ai margini aspettando che altri scelgano per noi.

Vizi e virtù degli italiani vengono raccontati con una verve ironica e un velato disagio.

Corrado Augias è il vate di una nuova primavera, il saggio che siede accanto ai discepoli, il padre che incita i figli ad essere solidali.

La riflessione sulla questione meridionale permette di comprendere il divario tra Nord e Sud, la spiritualità è la visione di Dio “attraverso il nostro prossimo, l’ambiente che ci ospita, il comune destino su questa malconcia pallina che si chiama Terra.”

L’importanza delle fiabe nello sviluppo psico fisico del bambino, l’utilità dell’approfondimento storico, le origini della povertà di linguaggio.

C’è l’eleganza di altri tempi quando si vuole contestare un principio che zoppica, quando si osserva con sconforto la pochezza del dibattito politico.

Tornare alle “fantasie, i ricordi, i fantasmi, la creazione mentale delle immagini”, comprendere il vero senso della libertà, rileggere i classici e cercare “l’infinito.”

Ricordare che “la memoria del passato serve a mettere i fatti in prospettiva, tracciare un percorso, fornire un punto di orientamento.”

 

“Dis-integrati” Andrea Staid Nottetempo Edizioni

 

“Dobbiamo ri-soggettivizzare il termine “migranti” per congedare lo sguardo coloniale che ancora caratterizza molte analisi dei movimenti migratori contemporanei.

Dobbiamo parlare di donne e di uomini, con nomi e cognomi, professioni, emozioni, personalità, esperienze e abilità.”

Bisogna costruire “un’antropologia partecipativa” rivendo la statica cultura coloniale partendo dal presente.

Rifiutare le logiche propagandistiche di chi vuol far farci credere che il migrante è nemico, invasore, pericoloso.

“Dis-integrati Migrazioni ai tempi della pandemia”, pubblicato da Nottetempo nella Collana “Semi” ci permette di approfondire il fenomeno migratorio.

Perchè si parte? È ingiusto fare classificazioni superficiali sottovalutando i cambiamenti climatici, la bramosia di possesso delle multinazionali, le guerre, le carestie.

Riconsiderare le storie singolarmente mettendo al centro non una massa informe di invisibili ma persone in carne ed ossa.

Cosa rappresenta il viaggio per chi abbandona la propria terra?

Ci siamo mai chiesti quanto dolore provochi lo sdradicamento dalle origini?

Il testo racconta “il limbo nel quale ci si trasforma culturalmente per divenire qualcosa di diverso da ciò che si era prima di partire”.

Il costo di un posto nel barcone, l’indebitamento con gli scafisti, lo schiavismo che si instaura per ripagare i criminali.

Dovremmo imparare a considerare “lo sviluppo dell’umanità e della sua storia secondo “la mutazione per contatto”.

Incontro, scambio, contaminazione in un connubio tra esperienze differenti.

Andrea Staid propone un accurato lavoro di ricerca e non ha timore a denunciare il business criminale che gestiste la tratta la speculazione dei centri di accoglienza italiani.

Riporta dati, esperienze, frammenti di testimonianze.

Colpiscono le parole di un siriano:

“Sono un umano come voi, non meritavo di vedere uomini e donne morire, essere maltrattati, subire le peggiori offese e umiliazioni. Sarà difficile riprendersi da tutto questo”

Provare ad ascoltare significa rispecchiarsi nell’altro, trovare un cammino comune in una società sempre più incerta.

“Il diritto di avere diritti”, l’affermazione di Hannah Arendt suona come un monito, un invito ad approvare leggi giuste, ad abbattere inutili steccati ideologici.

Oggi più che mai bisogna costruire una “transcultura” che cancelli le pratiche discriminatorie.

Non dimentichiamo che anche noi siamo migranti del nostro microcosmo, è tempo di stringere altre mani e guardare insieme la stessa, meravigliosa volta celeste.

“50 sfumature di greco Enciclopedie dei miti e delle mitologie Jul & Charles Pépin Edizioni Clichy

 

Lo sapevate che Zeus era un seduttore? Siete certi di conoscere tutte le amanti del re dell’Olimpo?

Amore disinteressato?

Lo scoprirete leggendo “50 sfumature di greco Enciclopedie dei miti e delle mitologie” pubblicato da Edizioni Clichy.

“Sedurre significa acquisire potere”

Il testo ha il pregio di coniugare scrittura e graphic novel, un connubio vincente che rende la lettura una piacevole passeggiata in un universo finalmente alleggerito da pedanti narrazioni.

Sisifo, trasformato da Camus in “eroe dell’assurdo” è condannato ad un eterno nuovo inizio e la roccia diventa amara metafora del nostro incedere e cadere.

L’interpretazione della leggenda di Giasone ci costringe a domandarci se riusciamo a comprendere i nostri desideri e se questi non sono semplici illusioni per fuggire dal nulla ideativo.

Il Vello d’Oro restituisce voce all’inconscio, mostra l’aspetto nascosto di ambizioni indecifrabili.

Proveremo impotenza di fronte all’eterno errare, attraverseremo il fiume Acheronte in compagnia di Virgilio, con Teseo forse riusciremo a liberarci degli “affetti inutili”.

Con Ulisse diventeremo esploratori ma attenzione…, la curiosità spesso può essere pericolosa.

“Chino verso il proprio riflesso, abbagliato dalla propria apparenza, Narciso ha sfiorato la propria profondità, la propria ricchezza: ha sfiorato se stesso.'”

Charles Pépin regala le sue competenze filosofiche trasformando ogni storia in una lezione di vita.

Il tono ironico, i passaggi veloci, la scrittura poetica aggiungono magia ad ogni pagina.

Da Dioniso al rispetto delle diversità, da Eracle alla capacità di valutare chi ci ama veramente.

Tantissimi quadri che aiutano a maturare un pensiero libero.

I tratti di Jul, uno dei fumettisti più famosi in Francia, giocano molto con i contrasti bianco nero e riescono ad attualizzare i racconti.

Un testo delizioso che farà riscoprire la mitologia, un viaggio interattivo ricco di suggestioni.

 

“Il poeta e il tempo” Marina Cvetaeva Adelphi Edizioni

“Il poeta e il tempo”, pubblicato da Adelphi Editore, va letto con attenzione e rispetto.

È il Manifesto della Poesia che ha il potere di sconfiggere la temporalità.

È una lezione di critica letteraria pura, non avvizzita da giudizi avventati, dall’incapacità di entrare nel testo.

“Scrivere un pezzo sul tutto? Ahimè! E li vedi i loro pezzetti: schegge, brandelli…”

È il motivo che si fa parola, misterioso arcano che congiunge suono e verbo.

È comunione con il lettore in una relazione intima “con – creativa.”

Rileggere Majakovskij, ritrovare l’anima tormentata, sentire la mancanza di un “irresistibile combattente.”

Pasternak, “sognatore e chiaroveggente”, Gogol’, fiamma di una passione che non trova requie.

Finalmente si può riflettere sull’essenza dell’etica, sulla sacralità dell’arte e sul suo opposto.

“Cosa possiamo dire su Dio? Nulla.

Cosa possiamo dire a Dio? Tutto.”

Ogni saggio mostra il bianco e il nero del ragionamento, è logorio, ricerca, sperimentazione.

È verità, quella “verità invincibile, inafferrabile”.

Traccia di luce o di buio, scomposizione di ogni certezza linguistica.

Comprendere, accettare, esprimere, forse è questo il percorso per arrivare al verso.

“La lirica pura non ha progetti. Non si può costringere se stessi a fare un sogno – e che sia proprio quel sogno, a provare un sentimento – e che sia proprio quel sentimento. La lirica pura è la pura condizione del sentire-soffrire, e negli intervalli («finché Apollo non esige il poeta come vittima sacrificale»), durante la bassa marea dell’ispirazione, uno stato di sconfinata povertà. L’acqua del mare si è allontanata portando via con sé tutto e non tornerà fino alla sua ora. Un terribile, costante restare sospesi in aria – sulla parola della sleale ispirazione. E se una volta o l’altra ti lascia cadere?”

Il visibile sfuma grazie all’autrice e ci si sente “emigrati dall’immortalità del tempo”, nel luogo dell’Imponderabile, liberi di metterci in ascolto ed entrare nell’estasi assoluta.