“Io, mio padre e le formiche” Rosella Postorino Salani Editore

 

“Conoscere significa per me avere il coraggio di affacciarsi alla complessità e provare a decifrarla, a maneggiarla, nel tentativo di comprenderla.

Significa attrezzarsi ad affrontare le ambivalenze, la difficoltà della convivenza tra popoli, che è sempre complicata perché complicati sono gli esseri umani.”

Rosella Postorino riesce a trovare le parole che noi, appassionati della Conoscenza, balbettiamo incerti.

Trasforma la letteratura in materia viva, in corpo che ci contamina e ci fa rinascere.

Ricorda che in ogni libro cerchiamo noi stessi e gli altri, scopriamo la vera essenza della libertà.

Offre la sua esperienza di studentessa universitaria come un privilegio che molti non avranno.

Ripercorre le tappe del suo percorso intellettuale, una linea retta che l’ha portata ad essere scrittrice ed editor.

“Io, mio padre e le formiche”, pubblicato da Salani Editore, segna un prima e un dopo.

In questa suddivisione temporale c’è l’urgenza di comprendere come e quanto siamo cambiati a causa della pandemia.

L’isolamento non solo fisico è stato il nostro esercizio mentale.

Ci siamo trovati nella palestra dello spirito, intrappolati in corpi fragili.

La prima parte del testo contiene la trascrizione del meraviglioso discorso pronunciato nel 2019 davanti ai neolaureati dell’Università di Siena.

“Se diffidiamo della scienza e ci lasciamo convincere che nell’ignoranza alberghi una sorta di innocenza, di genuina purezza, allora siamo davvero in pericolo: non è una percezione.”

Un messaggio forte che nella semplicità della forma costruisce un progetto di società alternativa, dove ognuno con il suo bagaglio culturale partecipa attivamente.

Quell’invito ad interrogarsi deve diventare il nostro mantra.

La lettura come scelta trasgressiva, la letteratura come “educazione sentimentale”, il romanzo come strumento che dà forza: quanta poesia e quanta passione riesce a donarci questo splendido saggio.

“Scrivere era un’attività carbonara, era un’omissione di me, una specie di inganno.”

Viene in mente Virginia Woolf e quel bisogno di avere uno spazio simbolico dove esprimere se stessa, quel luogo che a fatica le donne riescono a conquistare.

Sono certa che la Postorino voglia spingerci ad osare, a far uscire i nostri talenti.

Commovente è il dialogo con il padre e nelle parole non c’è solo amore e rispetto.

È un incontro di due galassie, è gratitudine, ricerca dell’Origine.

Le riflessioni sui disastri provocati dal virus sono lucidissime e ci costringono a rivalutare il nostro concetto di fragilità e di morte.

Un invito che non dobbiamo disperdere:

“Non abbiate troppa paura della paura

Io ne ho avuta e ne ho ancora tanta.

Ma se proprio non riuscite a non averne, allora usatela, la vostra paura.

Usatela tutta.”

 

 

 

 

 

Angolo Poetico tratto da “L’amore è arco teso” Marina Cvetaeva Salani Editore

 

 

 

“Le labbra – serrate.

E si smorza

Il dissidio

Nel sussurro…

E foglia

Nel vetro…”

 

“In modo inimitabile la vita sa mentire:

Al di là di attese e smentite…

Ma dal tremito di tutte le vene

Lo puoi capire: è viva!”

 

“Oh, non perde chi scappa

Quando si accende l’aurora.

Io ti ho cucito una vita intera

Di notte, senza imbastirla.”

 

Agenda Letteraria 2 Gennaio 2020

“La tua voce è ombra di sogno

Le tue parole

sono nell’aria assonnata

petali di rose bianche.”

E’ nei tuoi occhi la nebbia

delle mattine antiche;

dolci occhi indolenti,

intrisi di nostalgia.”

Federico Garcia Lorca

Tratto da “Imprevisto amore” Salani Editore

2 Gennaio cercando amore