“Spiare la prima persona” Sam Shepard La Nave di Teseo

“Spiare la prima persona”, pubblicato da La Nave di Teseo, è l’ultima prova letteraria del premio Pulitzer Sam Shepard.

In parte registrato o dettato perché  ormai la SLA gli impediva di scrivere è la rivisitazione di un’esistenza attraverso flash di ricordi.

Con un ritmo visionario le immagini appaiono e scompaiono dando il senso dello scorrere del tempo.

Due uomini dominano la scena e pur non incontrandosi intrattengono un dialogo intimo e molto poetico.

Uno riflesso dell’altro o semplicemente un’unica anima che cerca di ricongiungere passato e presente.

“Lo sento avvicinarsi, sempre più vicino.

Lo sento respirare.

Dall’alito non capisco se è maschio.

Non so cosa vuole.

Diventa sempre più curioso dei miei spostamenti.

Di me.

Pare voglia sapere qualcosa delle mie origini.”

Origini disperse come foglie secche mentre ci si chiede quale sia la radice di sé stessi.

La memoria si aggroviglia e macchia le pagine con piccoli segnali di un prima dove bisogna entrare senza chiedere permesso.

Non è facile narrare anche l’indicibile, spogliare quel che resta di un corpo offeso.

La casualità potrebbe essere una chiave di lettura filosofica ma a me piace immaginare un flusso di pensieri liberi.

“Un pianoforte verticale, tanti libri, tanti quadri, tanti animali impagliati, un tavolo di quercia, un divano sfondato, tutta la roba che avevamo accumulato.”

Oggetti e luoghi e colori si intrecciano in una lirica straniante.

Il deserto e la tormenta, il vecchio Messico e l’Arizona: un mappamondo che gira vorticosamente su se stesso e non importa la destinazione.

È il passo che si usato nel calpestare il suolo, la valigia di sogni e delusioni che hanno appesantito il viaggio.

Tutto cambia inesorabilmente, restano solo volti che cercano la luce e negli altri ritrovano il luccichio di una stella cadente e un passato che si presenta frammentato.

“Che cos’è il presente?

L’esperienza del presente è quella dell’anonimato.”

Una frase enigmatica che racchiude una verità e una domanda.

Chi siamo e dove stiamo andando?

Troveremo nostri simili pronti ad ascoltare o la Storia è solo una lanugine che si disperde nel vento?

Forse è tempo di soffermarsi sulle parole, sul momento, su chi dal cielo sa regalarci tante suggestioni.