“Schiuma di quanti” Durs Grünbein Einaudi Editore

“Nella stanza splende la luna.

Nulla è reale.

Ogni istante insondabile,

il mondo un’eco colossale nel labirinto dei sensi.”

Durs Grünbein entra nell’impalpabile universo dell’inconscio attraverso la rilettura del quotidiano.

Introspezione spinta accentuata dalla ricchezza di metafore che spezzano la simmetria della Realtà.

Immagini percorrono la scrittura disegnando l’inaccessibile.

La musicalità del verso accentua lo stupore di chi legge.

“Schiuma di quanti”, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Anna Maria Carpi, raccoglie poesie tratte dalle ultime tre raccolte pubblicate in Germania insieme a versi inediti.

La compattezza stilistica mostra il raggiungimento di una cifra letteraria personale curata nei fonemi e nei contenuti.

Importanti sono i colori, netti, brillanti, testimoni di una Natura che ancora regala emozioni.

“Il dente di leone combatte con la pioggia e la polvere,

Il trifoglio ingoia i gas sul bordo della strada.

Basta che guardi il trifoglio: un verde mascherato.”

Si sfoglia “un inventario di giorni”, si impara ad esercitarsi nell’assenza, si percepiscono “le fasi del silenzio.”

Le città registrano rumori, voci senza senso mentre “Il fuoco di fila dei manifesti ci fa lacrimare gli occhi.”

Vero e falso si incontrano al crocevia di strade senza uscita ed il rischio è essere immersi nella “ridda dei surrogati.”

“Una città sogna l’altra.

Si chiamano coi nomi dei marchi e l’eco

risuona nelle strettoie delle strade.”

I luoghi sono rappresentazioni di un presente che appare sfocato.

L’autore sa raccontare la malinconia e la solitudine, il delirio di una contemporaneità che corre smarrita verso il nulla.

Un testo prezioso perché sa conciliare la visione con la percezione del non senso.

Un inno alla scrittura che “ci argina e ogni singola parola è centrale.”

Non resta che raccogliere l’invito a tracciare su carta mediocrità e debolezze, liberarsene e finalmente trovare il lato B della vita.

“Dodecafonico, 

Anche per orecchi non esercitati.

Comunque cresce la commozione

D’ora in ora.

Si vorrebbe non cadere così in basso.

Si vorrebbe essere 

Di nuovo il foglio bianco.”