“Siamo ancora qui” Benjamin Taylor Nutrimenti

 

“I ricordi del passato – ha scritto Philip – non sono ricordi di fatti, ma ricordi di come tu li immagini.

Tuttavia, ciò che mi sto sforzando di fare in queste pagine è raccontarlo così com’era.

Philip non ha bisogno di me o chiunque altro che lo abbellisca.

Forse l’immaginazione in un memoir è davvero inevitabile, ma qui la tratto come un trasgressore e ho cercato in ogni momento di sbarrarle la strada.

Scrivere un romanzo fa di te un dio.

Scrivere un libro di memorie no.

Questo libro è un ritratto basato su eventi reali, e non pretende di essere altro.

In questo tipo di ritrattistica, i fatti, non il modo in cui li possiamo trasformare, sono ciò che conta.”

“Siamo ancora qui”, pubblicato da Nutrimenti e tradotto da Nicola Mannuppelli, è il racconto accorato di un’amicizia.

Incontro che si è nutrito di confidenze, silenzi,  esperienze condivise.

La figura di Philip Roth emerge senza mitizzazioni.

Incontriamo l’uomo che ha saputo abbeverarsi alla fonte della vita con curiosità, che ha amato senza lasciarsi imprigionare, che ha percorso tutte le traiettorie possibili dell’inconsueto.

Benjamin Taylor non si limita a raccontare aneddoti, traccia una mappa intellettuale, un percorso culturale che non è solo testimoniato dagli scritti di Roth.

Nel testo si coglie la fermezza e la capacità di ribaltare il ruolo che il pubblico gli ha assegnato, il desiderio di smontare la categoria mentale dell’ebreo medio.

Quella passione per “le minuzie proliferanti della vita”, le letture che lo hanno formato, le donne e gli uomini che lo hanno accompagnato: frammenti di storie unite insieme da una scrittura appassionata, commovente.

“La vita interiore di Philip era gigantesca.

Insaziabili appetiti emotivi – per la rabbia come per l’amore – si trascinavano su sentieri dove ribolliva di disgusto o desiderio.”

Questo infinito patrimonio ci viene restituito generosamente ed abbiamo il privilegio di visitare la casa dello scrittore.

Ne ascoltiamo la voce, risentiamo i brani che abbiamo tanto amato e vorremmo abbracciare Benjamin Taylor.

Siamo entrati nel mondo della Grande Letteratura, abbiamo imparato i segreti di una parola che ha saputo essere sempre innovativa.

Un saggio, un memoriale, una lezione di vita che difficilmente dimenticheremo.