“Alfonsina e la strada” Simona Baldelli Sellerio Editore

“Da piccola le piaceva guardare la luna.

Era nata alle tre di notte del 16 marzo 1891 con la primavera già nell’aria e il cielo luminoso.

 

Nella notte in cui era venuta al mondo, la luna stava a metà speccata.”

Un presagio per Alfonsa, Maria Rosa che conoscerà salite e discese.

“Alfonsina e la strada”, pubblicato da Sellerio Editore, è storia di una donna che ha saputo ribellarsi al suo tempo.

Alfonsina Strada ha inseguito un sogno con un ardore e una passione ammirevole.

Nata in una famiglia poverissima ha avuto come modello la madre, stremata dalle gravidanza, il padre, incapace di accettare l’esuberanza della figlia.

Vederla, bambina, imparare ad andare in bicicletta approfittando delle ore notturne per non essere scoperta dalla famiglia, immaginare quell’infantile bisogno di libertà è emozionante.

I risparmi guadagnati in una sartoria di Bologna per comprare una Bianchi di seconda mano, le esercitazioni alla Montagnola, l’indifferenza di fronte a coloro che la osteggiavano.

Considerata Matta perchè si permetteva di voler gareggiare con gli uomini, la nostra eroina non si è mai arresa.

“Pio X l’aveva affermato chiaramente nell’ultima enciclica:

Le donne erano state fatte per i lavori domestici, i quali grandemente proteggono l’onestà del debole sesso.”

Una ricostruzione storica e sociale impeccabile, l’affresco di un secolo delineato con quella grazia narrativa che contraddistingue Simona Baldelli.

La scrittrice ci regala l’effigie indimenticabile di un personaggio che ci permette di “guardare oltre l’orizzonte.”

Con una competenza letteraria ammirevole attraversa i pensieri della giovane, li trascrive rendendo ogni frase luminosa.

C’è la luce sfolgorante di una personalità forte, che ha saputo vincere la mancanza d’amore.

“I genitori e i fratelli si vergognavano della strada di casa e non perdevano occasione per prenderla in giro e marcare la differenza fra lei e loro.

Era matta, una mela marcia di cui ridere tra le mura di casa e provare imbarazzo in pubblico.

E Alfonsina non ne poteva più.”

L’autrice sa comunicare ai lettori anche gli sconforti e i fallimenti, le stanchezza, il peso di un passato arido di attenzioni.

L’amore per Luigi, le due guerre Mondiali che falcidiano vite, il Giro d’Italia, l’incontro con i miti del ciclismo italiano: un film dove ogni scena è curata nei dettagli, è scritta con il cuore.

Mentre la voce scura e dolente di Fred Buscaglione squarcia il silenzio ci pare di vedere una donna sorridente che ci incita a correre per la nostra strada.

Forse non saremo vincenti ma ci abbiamo provato.

Un’esortazione a credere sempre che “l’essere umano è senza limiti.”