“Lettera tra due mari” Siri Ranva Hjelm Jacobsen Iperborea

“È sempre più difficile, sorella.

Non sono più io.

Mi riempiono ogni giorno di cose estranee e inanimate, me le ficcano dentro.

Sarà una forma di vendetta?

Scrivimi presto e raccontami una storia”.

“Lettera tra due mari”, pubblicato da Iperborea e tradotto da Maria Valeria D’Avino, è il dialogo epistolare tra Atlantica e Mediterranea.

Separate dalla terra che con prepotenza le ha divise cantano la nostalgia e il dolore.

Viaggio all’Origine dove c’è armonia e pace.

Frantumazione dell’Io e perdita dell’identità.

Il romanzo è esplorazione filosofica che coinvolge e non perdona.

Specchio della violenza dell’uomo sulla Natura.

Urlo di allarme che non può restare inascoltato.

Nella nostalgia dei mari c’è parte del nostro dolore per una Terra che sta lentamente morendo.

Siro Ranva Hjelm ha parole poetiche ma forti.

“Che cosa accadde, quando scaturì la terra?

Come cosa ti ricordi?

Come andò.”

Ricerca di verità e necessità di comprendere.

Il riferimento ad Icaro può essere letto come sogno infranto o come “frutto di un totale ripensamento del rapporto tra architettura, corpo e natura.”

Altro segno da interpretare è il labirinto, prigione o luogo della sperimentazione della solitudine.

“Ci sono momenti, di solito al mattino presto, quando riposo nel mio fondale come dentro un indumento amato, in cui mi sento molto felice perchè tutto è così chiaro…poi di colpo torno a smarrirmi.”

I disegni di Dorte Naomi sono intagli che rappresentano gli opposti.

Bianco e nero, simmetria e disordine nell’incontro e scontro tra forme.

Quale suono prevarrà nel silenzio?

Lo scoprirete e il finale vi sorprenderà.