“Smarrimento” Richard Powers La Nave di Teseo

 

“Coloro che contemplano la bellezza della terra

Trovano riserve di forze  che durano

Fintanto che dura la vita”

Le parole di Rachel Carson, scelte come esergo di “Smarrimento”, pubblicato da La Nave di Teseo e tradotto da Licia Vighi, scavano nel lettore una voragine.

Lo mettono di fronte ad una realtà altra e lo preparano ad accogliere con la mente e con lo spirito il profondo messaggio del romanzo.

Tante le similitudini con “Il sussurro del mondo”, vincitore del Premio Pulitzer 2019 per la narrativa.

Quel potere taumaturgico della Natura, quell’incontro che si fa afflato di esisistenze torna e si dilata in una visione che comprende l’Universo intero.

Come con “Canone del desiderio” la scienza diventa forza motrice di un ingranaggio perfetto.

Richard Powers ancora una volta riesce ad abbagliare mostrando un mondo trasparente e vulnerabile, delicato e impalpabile.

L’indefinito diventa visibile se abbiamo il piacere di seguirlo senza porci domande.

Come il piccolo Robin dobbiamo affidarci e fidarci.

Ci ritroviamo nella sua fragilità, nella difficoltà ad esplorare il dolore.

La perdita della madre è sconfitta delle certezze, mancanza di approdo certo.

Non è solo la nostalgia a dilaniarlo, la domanda fondamentale è ben più complessa.

Cosa si nasconde dietro la morte e come questo mistero può essere letto attraverso la conoscenza?

Dalla società il ragazzino viene considerato malato e si cercano strane patologie per ridurlo ad una casella senza senso.

Il padre è un astrobiologo e intuisce che il figlio ha il cuore trafitto.

Bisogna insegnargli la strada per riorientare i pensieri verso una emotività innovativa.

Non più una chiusura ma un’apertura verso tutto ciò che non è comprensibile.

È importante esserci senza invadere il percorso di crescita e di cambiamento.

Pagine struggenti si alternano a visioni cariche di colori.

È il Cosmo e la sua meravigliosa, scia che raggiunge i due, li abbraccia, li consola, li avvicina a colei che non c’è più.

Un romanzo che commuove e scuote, composto da una sinfonia di note che arrivano al cielo.

E mentre le stelle ricamano il cielo resta la certezza che bisogna imparare a confrontarsi con la morte in modo nuovo.

Entrare in contatto con la memoria, rendere ogni ricordo un grande dono e credere che la Parola sia balsamo e conquista.

Forte è l’impegno sociale che trapela palesemente ed invita a prendersi cura di ciò che ci circonda.

Mi piace rileggere “De rerum natura” di Lucrezio.

“Bisogna dunque ammettere che in egual modo il cielo e la terra e il sole, la luna e il mare e ogni cosa che esiste, non siano unici ma anzi in numero innumerevole.”