“Sorelle” Daisy Johnson Fazi Editore

 

“Mia sorella è un incendio nel bosco

Mia sorella è una nave che affonda

Mia sorella è l’ultima casa in fondo alla strada”

Luglio e Settembre unite da un vortice inquietante, immagini riflesse e sdoppiate di un legame opprimente e pericoloso.

“Sorelle”, pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Stefano Tummolini, si annoda su sè stesso, si concorce in una narrazione che affoga nelle acque limacciose di identità complesse.

Due sorelle e una serie di eventi che possiamo solo immaginare, un buco nero che fa intravedere l’indicibile.

Un manto scuro sottrae la verità, restano le conseguenze di qualcosa di sconvolgente.

E la fuga nella terra di nessuno è necessario bisogno di ritrovare un equilibrio.

Nella Casa dell’Accoglienza il senso di abbandono si accompagna ad una serie di immagini che sembrano uscite dal sogno ad occhi aperti di chi sente forte la dissociazione.

La madre è figura sbiadita, tormentata presenza nei giochi estremi di due adolescenti.

Daisy Johson scrive un romanzo dalle tinte forti, intrappolando il lettore nell’attesa di una rivelazione.

Mentre le due ragazzine si muovono come fossero una, prigioniere di un presente confuso, le voci e i suoni sembrano provenire da un altrove.

Non c’è spazio per la pace nella folle corsa ad inseguire se stessi.

Si hanno indizi di un prima avvolto da nebbie fitte e un padre come un marchio di fabbrica che segna e devasta.

Il tempo si frantuma in schegge che possono ferire, si sovrappongono vittime e carnefici e la scrittura si fa tesa, tagliente.

“Il dolore è una casa senza finestre e porte, dove non puoi sapere che ore sono.”

Una storia modulata con grande maestria, un incubo che assume i contorni del reale mentre si rivela ogni cosa e resta la certezza che l’infanzia può essere landa desolata.

Deve essere vissuta, attraversata, compresa.

Deve essere accolta e poi respinta.

Solo così si potrà lasciare fuori ciò che non ci appartiene più.

Da leggere cercando di assaporare lo struggimento e la paura, la poesia e la tragedia che animano il testo.