“Storia della nostra scomparsa”Jing Jing Lee Fazi Editore

“Tutto iniziò nel primo mese del calendario lunare.

Dicevano che fosse nata di notte, proprio il peggior momento per venire al mondo.

Questa è la storia”

Già nell’incipit la giovane Jing Jing Lee mostra la volontà di partire dalle origini e in questa necessità si coglie il bisogno di liberarsi dal groviglio di eventi che hanno segnato Singapore.

Il titolo del romanzo, “Storia della nostra scomparsa”, edito da Fazi, non è solo anticipazione ma anche allegoria di una lacerazione profonda.

Non esserci, ridursi ad un nulla, subire una violenza che non conosce pietà, farsi pietra e nascondere le lacrime.

“Mia madre faceva il giro del villaggio per raccogliere la biancheria, io andavo tutte le mattine al mercato con un cesto di uova e patate dolci.”

La scrittura densa di dettagli e poi una frase che scompaggina il tessuto narrativo.

“Erano le quattro del mattino.

La guerra era cominciata.”

Ad alleggerire la tensione il fruscio della pioggia e un nuovo personaggi, Kevin, testimone del presente.

Due tempi storici che sembrano lontani.

Il timore del buio, un buio che ha la consistenza di una violazione, sembra il timbro che accomuna le due storie. Bisogna attendere mentre si sfilacciano alternandosi due narrazioni

Fango, paura, pennacchi di fumo, risciò capovolti e il silenzio, unica difesa in un mondo che non ha più certezze.

Un girone d’inferno mentre il corpo è depredato, umiliato da uno, due, più soldati e resta il rosso, putrefatta ferita di una purezza rubata.

La delicatezza delle parole misurate, l’uso di pochi aggettivi sono una speranza, un piccolo raggio di sole.

“Tutti quei momenti della mia vita, insieme alle donne che dormivano e soffrivano accanto a me, un giorno sarebbero svaniti nel nulla.

Gli uomini tornarono ad essere dei corpi senza faccia”.

La colpa di essere femmina, il peso di un peccato che non si può più espiare.

Difficile dimenticare ma forse.. si può ritrovare una via di uscita.

Quando presente e passato riusciranno a congiungersi il dolore fiorirà trasformando i ricordi in piccoli fiori e al tramonto due figure cammineranno tenendosi per mano.