“Storie di gente felice” Lars Gustafsson Iperborea

“Storie di gente felice”, pubblicato da Iperborea, sono luminose epifanie, sguardi profondi, confessioni e scorci di esistenze.

Racconti perfetti che aprono finestre sull’essenziale.

“Forse siamo solo noi che siamo stanchi, che ci siamo abituati a rassegnarci e a chiamare verità la rassegnazione e realtà tutto ciò che è di ostacolo, e a definire irreale tutto ciò che speriamo.”

Un invito a smetterla di crogiolarci nel limbo di un sentire comune che sta appiattendo le coscienze.

Lars Gustafsson scrive un testo rivoluzionario partendo da piccole storie.

“Dipende tutto da quale prospettiva lo si guardi e soprattutto dalla prospettiva di chi.”

Mettendo al centro l’Uomo, l’autore dilata la visuale, costruisce percorsi intellettuali, figure metaforiche, intrecci di ombre e luci.

È come se tutto stesse per accadere ma resta come un fiore non colto.

Negli amori che si disperdono, negli incontri casuali, nelle passeggiate notturne è la letteratura la protagonista.

La scrittura come modello in scala ridotta riproduce “la china discendente della storia.”

“Vivevano in un mondo preconfezionato, circondati da cose che fingevano di essere desiderabili senza esserlo veramente.”

L’arte di sopravvivere in un mondo al contrario dove i sogni sono opachi, le città scheletri vuoti di senso.

Anche i sentimenti sono cristallizzati, le lacrime e le risate coperte da maschere di gesso e di egoismo.

“Se il senso non può trovarsi che dentro di noi, in quel buio che è il nostro io stesso, al di là di tutte le trappole morali, allora naturalmente non possiamo che rimanere per sempre sconosciuti a noi stessi.”

Analisi introspettiva e una patina di malinconia per ciò che sfugge alla nostra comprensione.

Trovare l’ambiguità del corpo, esplorare l’incapacità di provare dolore, comprendere “il mistero delle persone per poterle amare”.

Rivelazioni poetiche che ci fanno salire in punta di piedi oltre i nostri limiti, accogliendo la brezza che ci carezza il volto, scegliendo luoghi e compagni di viaggio pronti a cercare tutte le forme del  “possibile.”