“La non mamma” Susanna Tartaro Einaudi Editore

“Sono una proiezione di me, sono il mio exit poll.

Come è possibile che gli anni passino così in fretta,

come può succedere a quella che mi vive dentro è una me che non invecchia,

che io sia sempre lei, il piccolo essere felice.”

Immagini rapide, nette pronte a fermare l’istante restituendo la meraviglia.

Scorci di esistenza raccontati componendo parole in un gioco di prestigio.

In “La non mamma”, pubblicato da Einaudi, non c’è distinzione tra suono e scrittura.

Si percepisce la passione di chi affida al verbo la dinamica creativa del pensiero.

Piccoli gesti quotidiani rallentati e osservati per cercarne il senso.

Incontri casuali come foto di una collettività da ascoltare.

Ricordi pungenti dove la malinconia si stempera lentamente nel lago pacifico di un prima da preservare.

“Gli incubi s’incuneano nella razionalità, il sogno sfida le leggi della ragione e la parola 《ingegni》ha senso anche se letta al contrario.”

Una poetica nuova che si presta ad una metrica costruita su variazioni semantiche, imponendo un ritmo spazio temporale asincrono.

Le stagioni palpitano lanciando messaggi, invitano a cogliere la bellezza di un colore, il frinire di un grillo, “il tramonto che imbrunisce lungo e dolce sulle case”.

L’odore di sigaro e quel padre amato che ricompare dalla nebbia dell’oblio, mentre “resiste un che di infantile, di arreso, un briciolo di inermità da cogliere al volo in queste nostre vite guardinghe.”

Roma, vezzosa matrona con la sua storia antica tra squarci e ferite che nessuno cura.

Strade popolate da voci che restituiscono piccole storie di quotidianità, anziani e giovani col sorriso di un amore complice.

Susanna Tartaro parla ad ognuno di noi, nel suo viaggio introspettivo ci chiama ad essere partecipi del grande affresco dell’esistenza.

Dosa emozioni e simbologie, riempie il nostro rattrappito silenzio.

Si offre, splendida e luminosa dea, regalando irregolari disegni e incantati vortici.

È tempo di dondolare lasciandoci cullare dal tepore di una prosa che sa sfidare forme e stili.