“Suzanne Una donna in fuga” Anaïs Barbeau Lavalette Elliot Edizioni

“Il paesaggio si srotola e si allontana

Ingoi tutto con gli occhi

Tranquillamente.

Per la prima volta senti di essere al tuo posto.

Nel movimento delle cose.”

“Suzanne Una donna in fuga”, pubblicato da Elliot Edizioni, è la ricomposizione di un’esistenza tormentata.

Figura che non può lasciarsi intrappolare dagli eventi, alla ricerca costante di una libertà che possa contenerla.

Avida e assetata, nel cercare una fonte che la disseti, corre sfrenata da un’esperienza all’altra.

Poetessa, pittrice, la Meloche è un’artista poliedrica, espressione di un tempo che nella sperimentazione trova una cifra alternativa.

L’infanzia segnata da una madre che “ha trentatrè anni e sei figli.”

“Claudia non sa più dove amare i suoi figli perchè non ha più spazio.

Claudia è piena di vuoto.

Claudia è un deserto.”

La famiglia affoga la sua rabbia per una povertà imposta mentre la nostra protagonista sente l’urgenza di staccarsi dal morbo inquietante di un’affettività negata.

Anaïs Barbeau Lavalette mette in scena il conflitto interiore, la tensione emotiva, la creatività del suo personaggio.

Crea parole che trasformano anche le scelte più dolorose in conche poetiche.

I diversi amori che devono riempire vuoti, ingoiare il disgusto, lacerare le carni.

“Voglio toccare la ferita come un cuscino di piume.

Ecco il dorso della mia mano.

Come un liquore.”

Danzare nell’illusione che l’arte sarà il cambiamento, che il disegno troppo grande del mondo liberi “un folletto dalla bocca di luna.”

Acrobazie letterarie, braccia e gambe che vogliono correre mentre il cuore resta ancorato ad un presente pericoloso e scivoloso.

L’abbandono dei figli, il bisogno di dimenticare mentre il rimpianto si fa piaga.

“Luce del prisma infiltrato sotto il vetriolo della luna.

I sigilli di rubino sul mio labbro crescono come una scintilla fulminante.

Un laccio di vena amorosa sulla lingua.”

Essere “nave senza chiglia”, rifiutare ogni legame, scegliere la libertà.

Ma la libertà ha costi insopportabili, è voce che annulla ogni certezza.

Il romanzo tradotto in dieci Paesi, pluripremiato, sviluppa diversi stili.

È Storia dell’arte, reportage di un’anima, ricerca di radici.

È coraggio di tagliare i ponti e “sanguinare a vivo.”

Le ultime parole dell’autrice hanno il coraggio di perdonare e nel silenzio commosso si celebra la memoria che nessuno potrà cancellare.