“Il club” Takis Würger Keller Editore

 

La struttura narrativa di “Il club”, pubblicato da Keller Editore e tradotto da Giovanna Ianeselli, è così intrigante che è difficile interrompere la lettura.

Diviso in brevi capitoli il romanzo dà voce ai numerosi personaggi in una concatenazione di ruoli e di figure simboliche.

Protagonista assoluto è un sentimento forte, devastante, capace di bruciare e ardere senza pietà.

La vendetta nasce da una violenza subita, da uno squarcio dell’anima.

È pericolosa, inquinante, maligna.

Contagiosa, ossessiva, affilata.

Takis Würger si rifà alla tragedia greca con una scenografia contemporanea.

Molte figure sono attori secondari, utili a dare al testo sfumature fuorvianti.

Il lettore viene più volte allontanato dalla verità attraverso continue digressioni.

Mi piace definire la trama come un noir dell’anima con un incipit sereno ed un crescendo sempre più circolare.

Pedina di un gioco troppo pericoloso è Hans, giovane studente che alla morte dei genitori viene invitato dalla zia a frequentare la prestigiosa università di Cambridge.

Un’oasi privilegiata che mostra fin da subito attrazioni perché rappresenta il mondo del potere di una elite.

In questa scenografia artefatta il ragazzo deve scegliere da che parte stare.

Sventare la menzogna, la violenza, il morboso nascosto dei Club privati o adeguarsi.

Saranno due donne a fargli saltare il fosso.

Diverse nella caratterialità ma entrambe frantumate nella mente e nel corpo.

Nel finale drammatico si pareggiano i conti ma resta un senso di smarrimento.

Una storia forte che mantiene un linguaggio pacato, lineare, pudico.