“Teen Immigration” Anna ed Elena Granata Vita e Pensiero

 

“Ho imparato a leggere e scrivere a 16 anni, andando a scuola in Sicilia.

Sto scrivendo il libro della mia vita.”

Sekou è una delle tante voci raccolte in “Teen Immigration”, pubblicato da “Vita e Pensiero”.

Un progetto, “avviato con la collaborazione di ragazzi ed educatori delle comunità minori milanesi”, finanziato dal Politecnico di Milano.

Omar e il sogno di fare il sarto, Ibra terrorizzato all’idea che il fratello ripeta la sua esperienza, Ghali che non saprà mai quanti anni ha perché è nato in una tenda in Niger, Pabe che spera di trovare un lavoro.

Grazie ad Anna e ad Elena Granata conosciamo i disagi, le paure, la difficoltà di inserimento dei giovani migranti.

Non ascoltiamo solo le storie ma veniamo coinvolti.

Ogni segno sui corpi è marchio di innumerevoli violenze.

“Chi è caduto dal camion, chi è stato strattonato salendo sulla nave, chi è scivolato correndo sulle spiagge della Libia, chi porta le cicatrici dei colpi sulla schiena.”

Ci sono anche ferite profonde, quelle che è complicato raccontare, lacerazioni dell’anima che difficilmente si potranno sanare.

Sentiremo il caldo atroce del deserto, la violenza del mare in tempesta, l’odore di carburante e il senso di impotenza.

Capiremo la fatica nel lavorare come schiavi nei campi siciliani o pugliesi, ma ci apparirà solo una “sala di specchi”, dove tutto riflette tutto e ogni verità appare deformata dal gioco dei rimandi.”

Un libro coraggioso che non si limita ad una sterile statistica di dati.

Sa denunciare con forza leggi, politiche e provvedimenti ingiusti.

Mostra cosa significhi calpestare la dignità e i diritti.

Invita a cercare insieme soluzioni per costruire reti di solidarietà partendo dalle famiglie e dalle scuole.

Il messaggio è forte ed è commuovente ritrovare le parole di Alessandro Leogrande.

Si ha la sensazione di continuare il suo percorso interrotto troppo presto.

Un testo prezioso da far leggere ai nostri ragazzi perché certamente impareranno da coetanei meno fortunati che è possibile nonostante tutto riuscire a sognare un mondo migliore.