“Nuotare nel buio” Tomasz Jedrowski Edizioni e/o

 

“La mattina di oggi tredici dicembre la Repubblica Popolare di Polonia ha dichiarato la legge marziale.

Ciò a seguito di settimane di scioperi e disordini da parte dei manifestanti democratici e della grande ascesa del primo sindacato indipendente del blocco comunista, Solidarność.”

 

La Storia bussa alla porta e furiosa travolge, confonde, disorienta.

Priva delle libertà individuali e collettive.

Lascia una scia che separa quartieri, città, popoli.

È questo il teatro dal quale prende vita “Nuotare nel buio”, pubblicato da Edizioni e/o e tradotto dall’inglese da Gianluca Fondriest.

Lo scenario è importante perché indirizza verso due differenti chiavi di lettura: la prima mostra il volto odioso del potere.

La seconda è molto più complessa ed interessante.

È simbolica rappresentazione di uno stato di sudditanza e di paura.

Questi due elementi formano una catena che opprime il protagonista.

Ludwik conosce la vergogna di una condizione che non sarà mai accettata dalla società in cui vive.

Fin da piccolo sente una forte attrazione per il suo stesso sesso e con tutte le forze prova a scacciare questo impulso.

Soffre e il suo dolore non può essere palesato, rimane una macchia che segna la carne.

“Così vivevo allora: attraverso i libri.

Mi chiudevo nelle loro storie, la notte sognavo i personaggi, immaginavo di essere nei loro panni.

Erano la mia armatura contro i margini taglienti della realtà.

Li portavo con me ovunque andassi, come un talismano, ritenendoli quasi più reali delle persone che mi circondavano.”

Ad un corso di apprendimento in un campo agricolo estivo incontra Janusz, bello, statuario, sicuro di sè.

Un avvicinamento lento, la conoscenza che nasce spontanea mentre il mormorio del  fiume sembra un canto di incoraggiamento.

L’amore è completezza, riconoscimento del sè nell’altro, purezza in una gestualità nuova, improvvisata, geografia scritta su ogni fibra.

È confronto di due menti, intelligenze che si interrogano sulle sorti del paese, sul ruolo dell’Occidente.

Nello scontro di posizioni differenti c’è l’ardore giovanile e la caparbia tenacia delle idee.

L’esordio letterario di Tomasz Jedrowski è brillante e terso.

La sua può essere definita la poetica del desiderio che si espande in un cielo di piombo.

Il ritmo è quello del cuore scandendo un tempo che si scompone in immagini slabbrate dagli eventi.

È il suono di una resistenza che nelle azioni e nelle scelte percorre le vie della disubbidienza civile.

“Non possiamo convivere per sempre con le nostre bugie.

Prima o poi siamo costretti ad affrontare i loro lati oscuri.

Possiamo scegliere il quando, ma non il se.

E più aspettiamo, più sarà doloroso e incerto.”

Un romanzo che avvolge e travolge, indica una luce, basta solo seguirla.