“Tutto questo potrebbe essere tuo” Jami Attenberg Einaudi Editore

 

Un uomo in fin di vita ed una interminabile giornata dove al rallentatore si proietta il film di tante esistenze.

Victor in un letto di ospedale è metafora di una storia che sta per concludersi nella plateale rappresentazione di un’esistenza corrotta.

“Tutto questo potrebbe essere tuo”, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Cristina Mennella,  è lucido, feroce, implacabile.

Non perdona e non redime, osserva con il cannocchiale della verità le slabbrature affettive.

Indaga sulla famiglia come gabbia che trasforma e ferisce.

Punta i riflettori sulla figura del padre autoritario, assente, incapace di amare.

Marito infedele e violento è icona negativa di un maschile che semina nel suo cammino il veleno dell’anaffettività.

Troppi segreti che devono essere svelati per comprendere come reagire alla prevaricazione.

Se lo chiede Alex e in questa ossessiva ricerca prova a coinvolgere la madre.

Ma Barbra sa che la menzogna è terra di nessuno, spazio che si abita per sopravvivere.

Ha subito in silenzio ma ha continuato a pensare di amare.

Jami Attenberg ha una scrittura magistrale, carica di enigmi.

L’impianto narrativo ha l’aspetto di un labirinto che all’ingresso alletta facendo intravedere la luce della Verità.

Chi può veramente conoscere l’altro?

Questo quesito si dilata in mille rivoli in una continua ricchezza di dettagli.

Spiazzanti, dolorosi, narrati con uno stile sintetico ed elastico.

Si ha la sensazione di osservare dall’alto un paesaggio popolato da figure che inseguono se stesse.

Fosse dove il marcio si accumula espandendosi, uccidendo la possibilità di riconciliarsi con il passato.

Ricordi che intrappolano in una rete dal quale è difficile fuggire.

Sullo sfondo l’afosa atmosfera di una città distante.

Il romanzo potente dove ogni frase non è casuale, apre tracce interpretative, insinua dubbi.

Le ultime parole non concludono ma sfondano le porte del rancore e della rabbia.

Liberatorie forse, certamente utili a comprendere che il male può fare crescere.

Un messaggio intenso rivolto alle generazioni future: ribellarsi e non lasciarsi distruggere dall’amore.