“Un certo Paul Darrigrand” Philippe Besson Guanda Editore

 

 

Una foto trovata in una scatola di scarpe diventa la traccia per ripercorrere un anno travolgente scandito da un amore impossibile ma inesorabile. Tenero e tormentato, vissuto tra la menzogna e il tradimento, fugace ma assoluto.

Chi è “Un certo Paul Darrigrand” (Guanda)? Un uomo sposato con un corpo “splendido e vulnerabile” marcato da “un desiderio e un dolore simultanei”, incapace di accettare parte di sè.

Ma è comunque colui che domina la scena, sceglie orari, incontri, parole. Philippe Besson esplora l’incontro fatale, la rivelazione di qualcosa che va oltre il sesso.

La scrittura esce fluida, come una lunga confessione.

“Ero abituato al segreto, ho imparato a tacere”, e in questa affermazione si coglie il bisogno dello scrittore di raccontare senza veli l’omosessualità, mostrando la dignità di chi non sa condannare.

Un romanzo che parla di malattia e di resistenza, di passione e di amicizia.

Di luoghi che restano nella memoria come appuntamenti con il destino.

Nell’ultima frase la sintesi di un modo di concepire l’esistenza. “Potevo dire che avevo amato ed ero ancora vivo”