“Un uomo sottile” Pierpaolo Vettori Neri Pozza

 

“Un uomo sottile”, pubblicato da Neri Pozza e vincitore della Quinta Edizione del Premio organizzato dalla casa editrice, è un omaggio non solo alla letteratura italiana.

Resterà nella storia di questo secolo turbolento come esempio di passione e rispetto per la parola scritta.

Racconterà ai nostri figli cosa significa credere in un progetto, idearlo, costruirlo giorno dopo giorno.

Studiare la scenografia, i minimi dettagli, la dinamica temporale.

Scegliere episodi significativi che danno spessore a una presenza che è guida e maestro.

Il protagonista, fabbro per mestiere, scrittore per passione, vuole ricomporre una vita spezzata.

Quando scoprirete il nome di questa misteriosa figura non potrete nascondere le lacrime.

Un uomo che ha segnato il Novecento riuscendo a dare una svolta alla narrativa.

Nei suoi libri la tensione che spinge verso l’alto, l’ineffabile poetica dell’irraggiungibile.

Eccolo con la sua eleganza d’altri tempi, il carattere mite, lo sguardo buono: Daniele Del Giudice.

Perché dopo due romanzi e pochi racconti ha smesso di scrivere?

Quanto la malattia è stata causa di questo lento, inesorabile allontanamento dalla scrittura?

Pierpaolo Vettori riesce a regalarci non una storia, ma la Storia, quella dell’uomo che combatte fino all’ultimo per salvare frammenti di passato.

Torna ai testi, li rilegge, ne cerca il senso.

“Faccio questo viaggio per capire cosa avrebbe o potuto scrivere se ne fosse stato in grado.

E voglio scriverlo io.

Per lui.”

Commovente passaggio di testimone che dà spessore alla Cultura, fucina di condivisione e scambio.

Ad intersecare la trama principale le amnesie della moglie Laura, i primi sintomi, il galoppare furioso di un disturbo che cancella il passato e il presente.

E l’amore completo, assoluto, la tenerezza nel farsi scudo, la pazienza nella tragica quotidianità.

“Siamo noi i distruttori.

Noi che abitiamo il tempo.

Dopo il nostro passaggio niente è più vivo, mobile, caldo.

Rimangono solo i ricordi, simili ad enormi monoliti preistorici, segnali muti di un’esistenza che la nostra testa di Medusa ha fissato per vivere.”

Si precipita e si osserva il vuoto, ci si aggrappa ai pensieri, al sogno di una notte chiara, a un bacio leggero, a una mano che non vuole lasciarti.

E osservando il volo di una gazza avere la certezza che ad accompagnarci restano i libri e il messaggio forte che trasmettono.