Agenda Letteraria tratta da “Una vita a scrivere” Annie Dillard Bompiani

 

 

“Io non scrivo un libro, più che altro lo veglio, come si fa con un amico in fin di vita.

Durante l’orario di visita, entro nella sua stanza con timore e compassione per i suoi molteplici disturbi.

Stringo la sua mano e spero si riprenda.

Questa tenera relazione può cambiare in un batter d’occhio. Se salti una o due visite, il lavoro in corso ti si ritorcerà contro.

Il lavoro in corso diventa feroce molto in fretta.

Può tornare allo stato brado in una sola notte.

È a malapena addomesticato, come un mustang a cui un giorno hai allacciato una cavezza, ma che ora non riesci a catturare.

È un leone che ingabbi nel tuo studio.

Man mano che il lavoro cresce, controllarlo diventa più difficile; è un leone che aumenta la sua forza.

Devi andare a trovarlo tutti i giorni e riaffermare il tuo dominio.

Se salti un giorno, avrai, a ragione, paura ad aprire la porta della sua stanza.

Entrerai con coraggio, brandendo una sedia e urlando: “Simba!”